Caldo e paghe da fame, oggi sciopero dei rider in tutta Italia

Paghe basse, cottimo, tutele insufficienti e condizioni di lavoro rese ancora più pesanti dalle ondate di caldo. Oggi rider in sciopero

Caldo e paghe da fame, oggi sciopero dei rider in tutta Italia

Paghe troppo basse, cottimo, tutele insufficienti e condizioni di lavoro rese ancora più pesanti dalle ondate di calore. Sono le ragioni dello sciopero dei rider in programma oggi in diverse città italiane, da Firenze a Bologna, da Torino a Milano. I lavoratori chiedono di superare il modello del compenso a consegna e di introdurre retribuzioni legate alle ore effettivamente lavorate, in linea con la normativa europea e nazionale. Denunciano inoltre un peggioramento delle condizioni economiche: compensi sempre più bassi e meno consegne, nonostante il settore non sia in crisi.

Caldo e paghe da fame, oggi sciopero dei rider in tutta Italia

Al centro della protesta c’è anche il caldo. L’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) ha ricordato che, se il bacino del Mediterraneo è uno degli epicentri della crisi climatica, l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di decessi collegabili alle temperature estreme. Per chi lavora tutto il giorno in bicicletta o in moto, l’esposizione al calore è spesso superiore a quella rilevata ufficialmente.

Le richieste

I rider chiedono quindi che l’eventuale sospensione dell’attività nelle ore più calde non si traduca in una perdita di reddito. Tra le altre rivendicazioni ci sono canali efficaci per segnalare problemi di sicurezza e comportamenti scorretti da parte degli esercizi commerciali, il pieno rispetto delle tutele in caso di infortunio e il superamento del lavoro autonomo con partita Iva. Il governo promette di intervenire, ma lo fa quando l’emergenza è già esplosa. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha annunciato una direttiva da portare a breve in Consiglio dei ministri per recepire la normativa europea sui rider.

Tagliati fuori

Intanto, però, i ciclofattorini restano esclusi dagli ammortizzatori previsti per le sospensioni dovute al caldo. Il deputato dem Arturo Scotto chiede di rivedere subito gli interventi varati dal governo, che escludono i rider e dimezzano i fondi rispetto allo scorso anno. “È inaccettabile che non venga immaginata una misura per questa vera emergenza”, ha dichiarato.

Duro anche il M5S. Per Dario Carotenuto, delle promesse della ministra i lavoratori “non sanno che farsene”, perché continuano a operare in condizioni di forte sfruttamento e troppo spesso è la magistratura a dover garantire il rispetto dei loro diritti. Il deputato pentastellato contesta soprattutto l’esclusione dei rider dalla Cig per il caldo e annuncia un emendamento al decreto Infrastrutture. La richiesta delle opposizioni è semplice: meno annunci e più tutele immediate. Il caldo non aspetta i tempi del Consiglio dei ministri e chi consegna cibo sulle strade italiane continua a lavorare mentre le temperature sono già insostenibili.