L’Italia brucia, letteralmente. Questo mercoledì 24 giugno 2026 entra nella storia come una delle giornate più torride mai registrate nel mese di giugno: sedici città da bollino rosso, blackout nelle grandi metropoli, e gli accessi al pronto soccorso in aumento del 15%. Un record che potrebbe non durare perché domani le città in massima allerta diventeranno diciassette, con 41 gradi previsti a Firenze.
Davanti a questi dati è chiaro che bisogna capire come evolverà il meteo, ma soprattutto come proteggerci dal caldo e dall’afa.
Cosa significa “bollino rosso” e perché stavolta è diverso
Il bollino rosso è il livello 3 dell’allerta caldo del Ministero della Salute: il massimo possibile. Non indica semplicemente che fa caldo, segnala condizioni di emergenza climatica con effetti potenzialmente negativi sulla salute anche di persone sane e attive, non solo degli anziani o dei fragili.
Questa ondata, però, ha qualcosa in più rispetto alle precedenti. Come spiega Lorenzo Tedici di iLMeteo.it, nel 2003 l’Italia subì due fiammate distinte, ciascuna durata sei-sette giorni. Quella attuale, partita il 17 giugno con l’anticiclone africano “Caronte”, si prolungherà come un unico, ininterrotto blocco rovente per oltre due settimane, con temperature superiori alla media stagionale anche di dieci gradi.
Le notti non offrono tregua: sono cosiddette “notti tropicali”, in cui il termometro non scende mai sotto i 20 gradi, rendendo il riposo difficile e aggravando lo stress fisico accumulato di giorno.
Le 16 città da bollino rosso oggi, 24 giugno 2026
Secondo l’aggiornamento del Ministero della Salute diffuso questa mattina, le città in massima allerta nella giornata di mercoledì 24 giugno sono: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo.
Latina entra oggi nella lista per la prima volta questa settimana. Domani, giovedì 25 giugno, si aggiungerà un’altra città portando il totale a 17. Bari e Trieste restano in arancione (livello 2). Le altre città monitorate dal Ministero sono in giallo (livello 1).
Puoi consultare il bollettino aggiornato ogni giorno, dal lunedì al venerdì dalle ore 11, sul portale del Ministero della Salute oppure tramite l’app gratuita “Caldo e Salute”, disponibile su Google Play. Attivo, inoltre, il numero verde 1500 (dal lunedì al venerdì, ore 9–17) per consigli medico-sanitari durante l’emergenza calore.
Blackout e ospedali sotto pressione
L’ondata di caldo estremo non è solo una questione di disagio personale, ma sta mettendo sotto pressione il sistema infrastrutturale italiano. Nelle scorse ore i picchi nei consumi di energia elettrica, soprattutto per l’uso massiccio di condizionatori, hanno causato blackout a Napoli, Milano e Torino, con disagi per migliaia di cittadini. Gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati del 15% rispetto alla media stagionale. Come se non bastasse, in alcune città le forniture idriche stanno mostrando i primi segni di cedimento nelle ore di punta.
Il quadro europeo è ancora più preoccupante: in Spagna si sono toccati 45 gradi, la Francia ha registrato la giornata più calda dal 1947 con una media nazionale di 29,8 gradi e conta già 40 decessi per annegamento in meno di una settimana (persone che si erano tuffate in cerca di refrigerio). L’OMS ha dichiarato l’emergenza sanitaria per tutta la Regione europea, ricordando che il caldo ha causato oltre 200mila decessi in Europa negli ultimi quattro anni.
Cosa per proteggersi dal caldo africano
Idratazione
Secondo gli esperti è necessario bere almeno 1,5 litri d’acqua al giorno, anche se non si sente lo stimolo della sete. Mangia frutta fresca ricca di liquidi: anguria, melone, pesche, pomodori. Evita alcolici e limita le bevande con caffeina: accelerano entrambi la disidratazione senza che te ne accorga.
Attenzione: se soffri di malattie renali, cardiache o epilessia, consulta il tuo medico prima di aumentare significativamente l’apporto di liquidi, perché in alcuni casi un eccesso può essere controindicato.
Pianificare le uscite di casa, evitando le ore di punta
La fascia oraria tra le 11:00 e le 18:00 è quella da evitare assolutamente. Il sole picchia al massimo e l’ozono raggiunge i livelli più elevati. Se devi fare commissioni, la mattina presto o la sera dopo le 19 sono le finestre più sicure.
Come tenere fresca la casa
Il segreto non è tenere il condizionatore sparato a 18 gradi, ma gestire la casa in modo efficiente. A tal proposito il Ministero della Salute consiglia:
- Chiudere finestre, tende e persiane nelle stanze esposte a sud e sud-ovest durante le ore calde.
- Aprire tutto di notte e nelle prime ore del mattino, per far circolare l’aria fresca.
- Se si usa l’aria condizionata, bisogna mantenerla tra 25 e 27 gradi per evitare sbalzi termici eccessivi che possono creare problemi di salute.
- Quando la temperatura interna supera i 32°C, i ventilatori da soli non bastano e possono persino essere controproducenti: muovono aria calda senza abbassarla, aumentando la sudorazione senza reale beneficio.
Un’alimentazione leggera e fresca
Via i piatti elaborati, i fritti, i condimenti pesanti. Il caldo affatica già di per sé la digestione: aiutala scegliendo pasta, pesce, verdure di stagione, yogurt. Attenzione alla catena del freddo: con queste temperature, un alimento lasciato fuori dal frigorifero per troppo tempo può diventare un rischio.
In auto: qualche regola che può salvarti la vita
Prima di partire, apri le portiere e lascia uscire l’aria calda per qualche minuto, anche se l’auto ha l’aria condizionata. Durante il viaggio, regola il climatizzatore a circa 5 gradi in meno rispetto all’esterno, non di più.
La regola più importante, che vale sempre ma ancor di più con questo caldo: non lasciare mai bambini, anziani o animali in un’auto parcheggiata, nemmeno per pochi minuti. L’abitacolo può raggiungere temperature letali in pochissimo tempo.
Quando finirà l’ondata di calore estremo?
La domanda che tutti si stanno ponendo. Le previsioni attuali indicano che l’anticiclone africano manterrà la sua presa sull’Italia almeno fino alla fine di giugno e probabilmente per i primi giorni di luglio. Non è escluso un progressivo coinvolgimento anche del Sud nella fase più intensa dell’ondata nel prossimo weekend.
Insomma, non è ancora il momento di abbassare la guardia.