Quaranta gradi di giorno e notti tropicali in cui il termometro non scende sotto i venticinque gradi. Con l’anticiclone africano che ha piantato le tende sull’Italia e non sembra avere intenzione di spostarsi, il caldo record aumenta sensibilmente i rischi per la salute. La cosa peggiore è che le temperature estreme a cui stiamo assistento in questi giorni, secondo i meteorologi, rischiano di passare alla storia come una delle ondate più calde e intense mai registrate nel nostro Paese.
Oggi, venerdì 26 giugno 2026, il Ministero della Salute ha emesso un nuovo bollettino con 18 città italiane da bollino rosso, ossia il livello massimo di allerta, e altre 9 da bollino giallo. Da Nord a Sud, a nessuna delle 27 città monitorate viene assegnato il bollino verde.
In un contesto simile, conoscere i segnali del colpo di calore non è un esercizio di stile: può fare la differenza tra un malore gestibile e un’emergenza medica seria. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Un’estate di caldo record: i numeri di questa ondata di calore
L’ondata di caldo che ha colpito l’Italia a partire dal 17 giugno non ha precedenti recenti per durata e intensità. Secondo le analisi dell’Osservatorio Geofisico dell’Università di Modena, la seconda decade di giugno 2026 si è posizionata al terzo posto assoluto per temperatura media nella serie storica degli ultimi 167 anni, superata solo dal leggendario 2003 e dal 2025.
Le previsioni per le prossime ore sono ancora più preoccupanti: secondo il meteorologo Simone Abelli di Meteo Expert, il picco dell’ondata è atteso proprio tra il oggi e il 28 giugno, con punte fino a 40 gradi nelle zone interne del Centro-Nord e temperature notturne che in molte città non scenderanno sotto i 25-27 gradi. Non prima di luglio, indicano i modelli, si potrà sperare in un qualche allentamento, ma non si tratterà che di un lieve miglioramento.
Cos’è il colpo di calore e perché è un’emergenza medica
Quando si sente parlare di “colpo di calore” si tende a pensare a un semplice malore, qualcosa da gestire con un po’ di riposo all’ombra e un bicchiere d’acqua fresca. La realtà è molto più seria e complicata.
Il colpo di calore, in inglese heat stroke, si verifica quando l’organismo perde la capacità di regolare autonomamente la propria temperatura interna. In condizioni normali, questo compito è svolto dall’ipotalamo, una piccola area del cervello che monitora costantemente il calore corporeo e attiva due meccanismi principali di difesa: la dilatazione dei vasi sanguigni vicini alla pelle e la sudorazione. Quando questi sistemi vengono sopraffatti dal calore ambientale, soprattutto in presenza di alta umidità, che frena l’evaporazione del sudore, la temperatura corporea può salire rapidamente oltre i 40 gradi.
Il vero pericolo è che a quel punto a essere a rischio è il cervello stesso, con un surriscaldamento che può compromettere il sistema nervoso centrale arrivando, nei casi più estremi, a causare danni neurologici, insufficienza multiorgano e, nei casi limite, le conseguenze possono essere addirittura fatali.
I sintomi del colpo di calore
La difficoltà del colpo di calore sta nel fatto che i sintomi iniziali possono sembrare banali. Un po’ di stanchezza, un leggero mal di testa, una sensazione vaga di malessere. Niente che, almeno all’apparenza, sembra destare preoccupazioni e che proprio per questo spesso vengono sottovalutati. Tutte ragioni per le quali è bene conoscere i segnali da tenere sotto controllo, dal meno al più grave.
Sintomi iniziali (fase di allarme):
- Senso generale di debolezza e affaticamento insolito
- Mal di testa, spesso pulsante
- Vertigini e sensazione di instabilità
- Nausea, a volte accompagnata da vomito
- Crampi muscolari, in particolare alle gambe
- Sete intensa
Sintomi intermedi (fase di aggravamento):
- Pelle calda e secca, causata dall’assenza di sudorazione che è un segnale importante perché indica che il meccanismo di termoregolazione ha smesso di funzionare correttamente
- Tachicardia, cioè battito cardiaco accelerato
- Respiro affannoso
- Vista annebbiata
- Calo della pressione arteriosa, soprattutto nei cardiopatici
Sintomi gravi (emergenza):
- Confusione mentale, disorientamento, difficoltà nel parlare o nel seguire un ragionamento
- Cambiamenti improvvisi del comportamento
- Difficoltà nel camminare o nella coordinazione dei movimenti
- Convulsioni
- Perdita di coscienza
Quando compaiono i sintomi della fase grave, ogni minuto conta. Non bisogna aspettare che la situazione “migliori da sola” ma bisogna immediatamente rivolgersi al personale sanitario.
Le categorie più a rischio
Chiunque può essere colpito da un colpo di calore durante un’ondata di caldo estremo come quella attuale, ma chiaramente alcuni soggetti sono più a rischio di altro.
Gli anziani sono in cima alla lista: con l’età il meccanismo di termoregolazione diventa meno efficiente, la sensazione di sete si riduce (con rischio maggiore di disidratazione silenziosa) e molti farmaci assunti per patologie croniche possono interferire con la risposta al caldo. Secondo i dati del Ministero della Salute, nel solo luglio 2023 si erano registrati oltre 400 decessi in eccesso associati alle alte temperature, con gli over 65 tra le vittime più colpite.
I bambini piccoli, specialmente i neonati, non riescono a regolare autonomamente la temperatura corporea e dipendono completamente dagli adulti per proteggersi. Non lasciarli mai in ambienti chiusi e non ventilati, e mai in macchina, nemmeno per pochi minuti, è una regola assoluta.
Le persone con patologie croniche, cardiaci, diabetici, ipertesi, chi soffre di insufficienza renale o malattie respiratorie, affrontano un rischio aggiuntivo perché le alte temperature mettono sotto stress proprio i sistemi già indeboliti dalla malattia. Chi assume farmaci regolarmente dovrebbe verificare con il proprio medico se le terapie richiedono accorgimenti particolari nelle giornate di caldo estremo.
Chi lavora o fa sport all’aperto nelle ore più calde accumula calore corporeo a un ritmo superiore alla capacità di smaltimento. Costruttori, agricoltori, corrieri e sportivi amatoriali che non rinunciano all’allenamento nelle ore sbagliate sono tra i soggetti più esposti.
Le persone in sovrappeso, i fumatori e chi consuma alcol hanno una risposta termica meno efficiente e un rischio più elevato di complicanze.
Cosa fare subito
Se si è di fronte a qualcuno che mostra i segnali di un colpo di calore o se si avverte la sensazione che qualcosa non vada in sé stessi, bisogna agire in modo rapido e ordinato.
Primo passo: chiamare il 112 (o il 118). Se compaiono confusione mentale, difficoltà a parlare o perdita di coscienza, la chiamata ai soccorsi è immediata, senza aspettare di valutare se la situazione migliori. Il colpo di calore può essere letale: non è il momento di temporeggiare.
Secondo passo: spostare la persona in un luogo fresco. Ombra, aria condizionata, qualunque ambiente più fresco rispetto a quello in cui ci si trova. Evitare di lasciare la persona in piedi se è disorientata.
Terzo passo: raffreddare il corpo. Allentare o rimuovere gli indumenti stretti. Applicare panni freschi e umidi su polsi, caviglie, nuca e inguine — le zone dove i vasi sanguigni passano più vicino alla superficie della pelle. Se si ha a disposizione del ghiaccio, avvolgerlo in un panno prima di applicarlo, per evitare ustioni da freddo. Creare ventilazione con un ventaglio o qualsiasi altro mezzo.
Quarto passo: idratare con cautela. Se la persona è cosciente e riesce a deglutire, farle bere acqua fresca a piccoli sorsi, senza fretta. Evitare bevande ghiacciate, caffè e alcolici. Se non è in grado di bere autonomamente, non forzare.
Quinto passo: monitorare continuamente. Restare vicini alla persona e tenere d’occhio l’evoluzione dei sintomi fino all’arrivo dei soccorsi. Se non ci sono miglioramenti entro 30 minuti, recarsi al Pronto Soccorso anche in assenza di sintomi gravi.