Camicigate a Milano, la Procura chiede il secondo round contro Fontana

La Procura di Milano ha depositato il ricorso in Appello contro il proscioglimento del governatore della Lombardia Fontana & co

Ci sarà un secondo match giudiziario per Attilio Fontana. La Procura di Milano ha depositato alla Corte d’Appello il ricorso contro la sentenza del gup Chiara Valori con cui, il 13 maggio scorso, ha prosciolto per “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste” il governatore della Lombardia, il cognato Andrea Dini e altri tre indagati per il cosiddetto caso camici.

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La decisione dei pm era nell’aria già dalle motivazioni del gup alla sentenza. Per il giudice la “trasformazione” da fornitura a donazione “si è realizzata con una novazione contrattuale che è stata operata in chiaro, portata a conoscenza delle parti, non simulata ma espressamente dichiarata”. Insomma non ci fu nessun tipo di “inganno” come, invece, sostengono i pm meneghini.

Camicigate: la versione della Procura

Non solo. Il giudice ha scritto che “pare difettare in toto la dissimulazione del supposto inadempimento contrattuale” portata avanti dall’accusa. Del tutto diverso il parere della Procura secondo cui l’inadempimento sarebbe evidente. Questo perché la fornitura da 75mila camici affidata alla società di Dini, non si è del tutto conclusa. In particolare, dopo la trasformazione in donazione, ben 25mila camini sono rimasti in magazzino.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 13:06
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