Campo Dall’Orto fa il ct. Seleziona e ingaggia professionisti esperti di prodotto tv sul mercato. Arrivano Coppola, Canetta e Lostia. Tre esterni

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di Marco Castoro

Campo Dall’Orto è un dg Rai che presto diventerà un ad per via della nuova legge. In realtà il suo ruolo è molto più simile a quello del ct della Nazionale di calcio. Seleziona, sceglie e ingaggia i migliori esperti del prodotto tv per poi schierarli in Campo… Dall’Orto. Perché questa è la squadra con cui vuole giocare la partita più importante della carriera. Una sfida che si vince con il prodotto che si confeziona. Ecco perché il dg affronta l’argomento sempre in maniera maniacale. Dopo Tagliavia, Verdelli e gli altri neo acquisti, ecco tre nuovi ingressi. Tutti e tre esterni. Ma tutti e tre con un curriculum che attesta la competenza in materia di prodotto televisivo.

LE NOMINE
Fatti i direttori di rete è tempo di scegliere i vice. Essendo esterni due su quattro dei responsabili, ecco che – se Teodoli si porta il suo staff a RaiGold – le due donne si scelgono altrettante persone di fiducia per svolgere il lavoro quotidiano. Con Ilaria Dallatana ecco che varca i cancelli di Viale Mazzini Francesca Canetta. Hanno lavorato insieme a Zodiak (Gruppo De Agostini), hanno fondato la società di produzione Magnolia, nel 2001, con Giorgio Gori. In Magnolia, la Canetta ha guidato la sezione strategica sui nuovi format. È stata anche a Telemontecarlo e a Mediaset, come responsabile dell’intrattenimento di Canale 5 e Italia Uno. Lascia il gruppo Discovery, nel quale era consulente esperto sui contenuti. A Raitre invece arriva Alessandro Lostia. Proviene dalla società di produzione FremantleMedia Italia, dove ha ricoperto l’incarico di Chief Creative Officer, con il compito di supervisionare i contenuti delle produzioni e di gestire le relazioni con i broadcaster. Ora entra nella squadra di Daria Bignardi e Stefano Coletta, con il compito di rilanciare la terza rete della Rai. Un’altra fresca nomina riguarda Massimo Coppola. Avrà il compito di consulente editoriale della Direzione generale per l’elaborazione di strategie e prodotti, per lo sviluppo di una cultura visiva dell’informazione, per il supporto di brand e reti. Regista di film e documentari, autore e conduttore televisivo, Coppola è diventato celebre su Mtv nel 2000 con una serie di programmi cult per le nuove generazioni. La sua nomina è stata contestata da qualche profilo social molto informato sul pianeta Rai. Nel mirino la pubblicazione di un tweet – poi rimosso – in cui Coppola ha usato un hashtag pesante nei confronti Barbara Berlusconi durante una visita negli spogliatoi del Milan.

ON DEMAND
Sta cambiando l’identikit del telespettatore. Da intendere ormai come fruitore di contenuti video e sempre meno come una mente passiva che aspetta di scegliersi il programma con il telecomando. Più di un terzo (il 36%) guarda la tv on demand a pagamento, scegliendosi il programma e il palinsesto all’ora che preferisce. Soprattutto film e serie tv, ma anche i documentari vanno bene. Se a questi spettatori aggiungiamo i giovani che si guardano i programmi su internet e la crescita degli ascolti delle reti tematiche del digitale (complessivamente raggiungono e spesso superano il 30%) e delle pay (10%), chi resta a vedersi le generaliste alla vecchia maniera? Solo gli over 65. A meno che non ci sia l’evento (Sanremo, Montalbano, la Nazionale). Si sceglie l’on demand perché lo spettatore vuole il palinsesto personale all’ora che gli fa comodo, non quando decide la messa in onda. Tutti i broadcaster devono necessariamente adeguarsi.

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