Carenza di personale, si ferma per sei settimane l’ufficio Gip di Milano. Affondo M5S: “Nordio persevera nell’errore con arroganza”

Fino al 30 giugno solo casi urgenti per i Gip milenesi. Lo stop all'attività deciso dalla presidente Maccora per mancanza di personale

Carenza di personale, si ferma per sei settimane l’ufficio Gip di Milano. Affondo M5S: “Nordio persevera nell’errore con arroganza”

Le convalide di misure cautelari, sì. Le intercettazioni e i procedimenti già in calendario, anche. Tutto ciò che verrà ritenuto “urgente”, ok. Tutto il resto, dovrà attendere, causa carenza di personale. È la lista dell’(in)attività dell’ufficio dei Giudici per le indagini preliminari del tribunale di Milano, per il periodo dal 15 maggio al 30 giugno 2026, comunicata ieri dalla presidente della sezione, Ezia Maccora.

Una scelta “sofferta” ma “inevitabile”, spiega la presidente, perché le “forze in campo non consentono di gestire il servizio prestato rispetto a tutti gli affari di competenza della Sezione”, a causa della scarsità di personale.

“Un’emorragia di personale per stanchezza e paura”

Nel documento di 11 pagine, la presidente ha ricordato i numeri – impressionanti – dell’attività dei Gip milanesi, che oggi definiscono il 65% dei procedimenti in entrata, evitando lunghi e costosi dibattimenti. “Questo ha una funzione deflettiva enorme che assicura una tempestività nella decisione come nel caso del procedimento Hydra, che si è concluso con riti alternativi in 9 mesi”, evidenzia Maccora.

Che nella relazione ripercorre anche le fasi che hanno portato alla “emorragia del personale”, determinata da varie ragioni, ultima la necessità di smaltire le ferie per gli addetti all’ufficio del processo. “Emerge una manifesta stanchezza del personale e una continua richiesta di trasferimento in altri settori (amministrativo e civile) – scrive – che non prevedono la presenza oltre l’orario ordinario e le responsabilità connesse all’esecuzione di provvedimenti che incidono sulla libertà personale e sui beni patrimoniali”.

Ancora nessuna notizia sulla stabilizzazione dei precari del Pnrr

A determinare l’esodo, anche la scadenza il 30 giugno dei contratti dei precari assunti nella Giustizia grazie al Pnrr. Il ministro Carlo Nordio ne aveva assicurato la stabilizzazione, ma ancora dei concorsi non si sa nulla. “Si tratta di 2700 assistenti in tutta Italia”, spiega Maccora, “Ad oggi non sappiamo quando entreranno in servizio e soprattutto quanti saranno destinati alla nostra sede. E oltre alla presa di possesso è necessario – ricorda la presidente – anche un tempo congruo di formazione del personale, dovendosi occupare di materie delicate”.

Per quanto riguarda Milano inoltre un fattore determinante è quello del carovita. “Per esempio, dall’ultimo concorso per 7 autisti, noi ne abbiamo avuto solo uno perché gli altri hanno rinunciato. Se uno stipendio – sottolinea – copre a malapena l’affitto e le utenze, non è detto che tutti siano pronti ad accettare. Quindi abbiamo un problema nel problema”. Se la situazione dovesse rimanere invariata c’è anche il rischio, conclude, “di dover prorogare il provvedimento sulle attività prioritarie”.

I Cinque Stelle all’attacco di Nordio

Naturalmente la resa dei Gip milanesi ha infiammato le polemiche. “Da tempo lanciamo l’allarme sul collasso verso cui va inevitabilmente la giustizia italiana”, azzannano i rappresentanti 5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato, “dal momento che sono sempre più evidenti i danni di un governo votato alla massima austerità che non ha fatto alcun investimento per le assunzioni straordinarie – con buona pace dei ripetuti annunci del ministro Nordio – e che ha dedicato ogni sua energia alla riforma costituzionale sonoramente bocciata dai cittadini e a varare norme il cui unico fine è ammorbidire il contrasto ai reati dei colletti bianchi”.

“Mentre la Giustizia è già in corsa sul piano inclinato verso la paralisi, il governo e la maggioranza hanno respinto la nostra proposta per posticipare l’entrata in vigore della norma sul gip collegiale sulle richieste di custodia cautelare in carcere, prevista ad agosto”, aggiungono i pentastellati.

“Nordio persevera nell’errore”

“Nordio dopo il referendum ha capito che perseverare nell’errore con arroganza e presunzione è un disastro non solo per lui e la sua parte politica ma soprattutto per l’Italia, la Giustizia e i cittadini?”, continuano i 5S. “A questo punto il Paese attende di verificare se Nordio intende proseguire nella sua disastrosa gestione oppure se, dopo la lezione del no al referendum, intenda dedicarsi a misure concrete che diano alla macchina della giustizia un minimo di ossigeno”, concludono i pentastellati.