L’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri e sua moglie Miranda Ratti andranno a processo per la vicenda delle presunte donazioni per 42.679.200 milioni di euro ricevute da Silvio Berlusconi. Lo ha deciso ieri il gup di Milano che ha disposto il rinvio a giudizio della coppia accogliendo la richiesta della procura.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Dell’Utri avrebbe omesso di comunicare le somme ricevute da Berlusconi in violazione della normativa antimafia, che impone ai condannati per reati di mafia di segnalare variazioni patrimoniali rilevanti. Da qui l’accusa di intestazione fittizia di beni contestata a lui e alla moglie. Accusa che non riguarda l’intero ammontare della donazione, ma una somma complessiva pari a 10 milioni e 840 mila euro già sottoposta a sequestro preventivo.
Il processo inizierà il prossimo 9 luglio di fronte alle seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Il fascicolo è stato ereditato dal pubblico ministero milanese, Pasquale Addesso, dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze che aveva iniziato a indagare sui soldi nell’ambito dell’inchiesta sui mandanti esterni delle stragi del ’93-’94.
Per i pm fiorentini quei soldi servivano a comprare il silenzio del senatore siciliano
Secondo i pm di Firenze, quei soldi donati dal fondatore di Forza Italia all’ex manager di Publitalia sarebbero serviti per garantirgli l’impunità davanti ai magistrati sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi del ’93. Ma l’esclusione dell’aggravante mafiosa già operata dal gup fiorentino ha mutato il quadro accusatorio, slegandolo dalle stragi e il procedimento è stato trasferito nel capoluogo lombardo dove risiede l’ex senatore.
Nel febbraio 2025, la gup di Firenze, Anna Liguori, aveva infatti accolto l’eccezione di competenza sollevata dai difensori di Dell’Utri, gli avvocati Filippo Dinacci e Francesco Centonze, secondo i quali il denaro ricevuto dall’ex Presidente del Consiglio non avrebbe alcuna connessione con l’inchiesta stragi e ha disposto il trasferimento a Milano.
Pei i legali di Dell’Utri è tutto regolare
“Con riferimento al rinvio a giudizio, si rileva che la medesima vicenda è già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro da parte della sig.ra Ratti e del dott. Dell’Utri. Confidiamo di dimostrare l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento”, sottolineano gli avvocati Centonze e Dinacci e i colleghi Tullio Padovani e Lodovica Beduschi che rappresentano Ratti.