Il caro carburanti continua la sua corsa, spinto dalle tensioni internazionali e soprattutto dalla guerra in Iran con i Pasdaran che stanno prendendo di mira gli impianti di estrazione e raffinazione del petrolio in tutto il Medio Oriente. Una crescita dei prezzi di gasolio e benzina che appare implacabile, spinta dai mercati internazionali del petrolio che registrano record su record.
Il greggio Brent è tornato sopra quota 100 dollari al barile, sfiorando persino i 119 prima di stabilizzarsi poco sopra i 108, con valori che non si vedevano da anni.
Il caro carburante mette in crisi gli automobilisti
A certificare quanto la situazione sia delicata sono le rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, elaborate da Staffetta Quotidiana su circa 20 mila distributori. Attualmente il self service fa segnare prezzi da record con la benzina che tocca quota 1,782 euro/litro, mentre il diesel vola addirittura a 1,965 euro/litro.
Non va di certo meglio per il ‘servito’ dove la benzina arriva a 1,917 euro/litro, mentre il diesel viene venduto a 2,091 euro/litro.
Sfortunatamente salgono anche i prezzi dei carburanti alternativi con il Gpl che si muove verso 0,702 euro al litro, mentre il metano arriva a 1,475 euro al kg.
Come sempre, sulle autostrade la situazione è ancora più grave con la benzina self service a 1,867 euro al litro e il gasolio a 2,017. Si tratta di numeri che ricordano molto quelli registrati durante l’estate del 2022 quando l’allora governo di Mario Draghi fu costretto a intervenire tagliando temporaneamente le accise.
L’allarme del Codacons: “Una stangata insostenibile”
Ma per capire quanto la situazione stia sfuggendo di mano, arriva l’allarme lanciato dall’Codacons secondo cui, negli ultimi dieci giorni, il gasolio alla pompa è salito di oltre il 14%. Secondo l’associazione dei consumatori lo stesso carburante a fine febbraio veniva venduto a circa 1,723 euro al litro, mentre oggi sfiora 1,97 euro al litro.
Per effetto di questo rincaro poderoso e costante, precisa il Codacons, il pieno di gasolio costa mediamente 12,3 euro in più rispetto a dieci giorni fa. E se si considera una media di due pieni al mese, l’aumento del prezzo si traduce in una vera e propria stangata per gli automobilisti che sono costretti a pagare quasi 300 euro in più all’anno. Male anche la benzina dove l’aumento nello stesso periodo è stato di 5,8 euro in più a pieno, pari a oltre 140 euro annui.
La richiesta al governo Meloni di tagliate le accise di 15 centesimi al litro
Proprio per combattere questa emergenza, le forze di opposizione stanno chiedendo da giorni alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di ricorrere al meccanismo dell’accisa mobile che consente allo Stato italiano di ridurre temporaneamente le tasse sui carburanti per arginare la corsa dei prezzi.
Una misura a cui starebbe lavorando il centrodestra, ma che per il Codacons non può più essere rimandata e deve essere attuata il prima possibile con un taglio delle accise, secondo l’associazione dei consumatori, che deve essere pari ad almeno 15 centesimi al litro.