Complici le difficili trattative di pace sull’Iran e l’avvicinarsi della scadenza dell’ultimatum di Donald Trump prevista per questa notte (ora italiana), il prezzo dei carburanti continua la sua inesorabile risalita. In queste ore, come rivela la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, il diesel è tornato sopra il record dello scorso 19 marzo, alla vigilia della riconferma del taglio delle accise deciso dal governo di Giorgia Meloni, raggiungendo quota 2,141 euro al litro in modalità self service.
Per dare un’idea, senza lo “sconto” deciso dall’esecutivo italiano il prezzo del gasolio self service arriverebbe a 2,39 euro al litro.
Il caro carburanti nel dettaglio
Al momento, e al netto del taglio delle accise, il diesel in modalità servito sale addirittura a 2,263 euro al litro. In aumento anche la benzina: nella modalità self service raggiunge 1,782 euro al litro, mentre quella servita arriva a 1,915 euro al litro.
Il conflitto iraniano e i continui attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente stanno incidendo anche sui carburanti alternativi, i cui prezzi – rimasti relativamente stabili per settimane – stanno ora subendo evidenti rialzi.
Attualmente, il GPL self service viene venduto a 0,775 euro al litro, mentre in modalità servito supera mediamente gli 0,90 euro al litro. Il metano, invece, si attesta intorno a 1,610 euro al chilogrammo.
In autostrada la situazione è ancora più critica: il diesel self service viene venduto a 2,158 euro al litro e la benzina a 1,816 euro al litro. Anche qui il GPL, sempre in modalità self service, raggiunge un prezzo medio di 0,885 euro al litro, mentre il metano si attesta a 1,594 euro al chilogrammo.
Una spirale rialzista che, in assenza di un rapido accordo di pace, sembra destinata a proseguire.