Cartabianca: come gli oggetti e le superfici possono essere contaminate dal Covid

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Valerio Rossi Albertini, ricercatore del Cnr, ieri a Cartabianca ha spiegato come gli oggetti e le superfici possono essere contaminate dal coronavirus. Il virus si trasmette per via aerea, dalle goccioline (droplets) che viaggiano in forme grandi e piccole quando una persona parla o respira. Raccoglierlo dalle superfici, per quanto possibile, è estremamente raro.

Cartabianca: come gli oggetti e le superfici possono essere contaminate dal Covid

Rossi Albertini spiega che usare i guanti può salvare dalla contaminazione, se vengono utilizzati correttamente. Al momento, non c’è nessuna evidenza scientifica che colleghi un contagio ad una superficie contaminata o al cibo. Quando leggiamo o sentiamo che il SARS-Cov-2 resiste su una superficie per 24-72 ore, si fa riferimento a misurazioni fatte in ambienti super-controllati come i laboratori. L’ambiente in cui viviamo risulta essere decisamente più inadatto per il coronavirus, rendendo di fatto improbabile il contagio da una superficie contaminata.

Potrebbe essere una buona regola quella di pulire quegli oggetti che usiamo quotidianamente (come il cellulare, il tablet o la tastiera del computer) con prodotti a base alcolica, tenendo però conto delle indicazioni igieniche fornite dal produttore. In estate, è importante mantenere le distanze con le persone presenti. La forma principale di contagio è lo stretto contatto tra le persone anche per fare una semplice chiacchierata. Indossiamo le mascherine e manteniamo il metro di distanza.

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