Sulle cartelle non è detta l’ultima. Il Governo potrebbe optare per un altro rinvio di un mese e per una ripresa graduale da giugno

cartelle esattoriali
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Sulle cartelle non è detta l’ultima. All’orizzonte potrebbe esserci, infatti, un nuovo rinvio, inserito nel prossimo decreto Imprese o Sostegni bis. Sarebbe questo, secondo quanto si apprende, l’orientamento del Governo che già in precedenza aveva più volte differito la notifica degli atti pendenti in scadenza questa settimana (leggi l’articolo).

Per le cartelle, riferisce l’Ansa citando fonti di Palazzo Chigi, sul tavolo del Consiglio dei ministri ci sarebbe l’ipotesi di una proroga di un mese e di una ripresa graduale da inizio giugno, tenendo conto di chi ha avuto più difficoltà per il Covid. Ma i dettagli sarebbero ancora oggetto di confronto all’interno della maggioranza e non si esclude un provvedimento ad hoc se non si dovesse riuscire a chiudere in tempo l’intero dl imprese.

“Lavoro costantemente con Durigon su cose serie come le cartelle esattoriali – ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini -, ci sono 30 milioni di cartelle esattoriali che rischiano di partire da domani, sarebbe un massacro. Stiamo lavorando notte e giorno, e conto di essere arrivato al risultato finale, per rinviarne la partenza. Il nostro obiettivo è la rottamazione delle cartelle più vecchie e per chi era in difficoltà economica già prima del Covid il saldo e stralcio. Per permettere a queste persone di riemergere dal nero. Parliamo di importi di 100mila”.

“L’Italia sta ripartendo grazie al governo Draghi – afferma in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini – e al rischio ragionato delle prime riaperture. Ora però serve un altro tassello: la proroga dello stop alle cartelle esattoriali, che deve essere totale e non solo light”.

Secondo quanto riferiscono fonti del Mef, lo stop all’invio delle cartelle esattoriali, in scadenza questo fine settimana, dovrebbe essere prorogato, per l’appunto, fino a fine maggio. Il nuovo rinvio dovrà essere approvato dal Consiglio dei ministri forse nella riunione di venerdì inserendolo all’interno del decreto imprese.