Caso Cucchi, la sorella Ilaria: “Stefano è morto di botte, è morto di giustizia, di pregiudizi. Tante persone sono responsabili della sua morte”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Stefano è morto di botte, è morto di giustizia, di pregiudizi, tante persone sono responsabili della sua morte. Cosa devo chiedere oggi ai carabinieri imputati? Niente. Solo rispetto per Stefano e per tutti i loro colleghi onesti che ogni giorno svolgono un lavoro onesto e non devono essere accostati a persone del genere”. E’ quanto ha detto Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il geometra romano, morto dieci anni anni fa dopo un arresto per droga e una settimana in ospedale, partecipando al Forum Ansa.

“Possiamo dirlo con certezza – ha aggiunto Ilaria Cucchi – quando scegliemmo di pubblicare le foto di Stefano martoriato sul tavolo dell’autopsia fu uno choc. Le foto del proprio figlio, pubblicate solo per far aprire gli occhi svegliare le coscienze ci è costato tantissimo ma è stato un simbolo. Mi sono chiesta se una famiglia debba essere sottoposta ad una ulteriore violenza, purtroppo sì, è stato necessario”.

“I depistaggi, che tanto sono costati alla nostra famiglia – ha aggiunto la sorella di Stefano Cucchi -, sono iniziati subito dopo che con il primo comunicato Gonnella e Manconi diedero la notizia della sua morte che fu rilanciata dall’Ansa. Una sentenza in simili processi rappresenta un monito, un segnale, ai cittadini che devono continuare ad avere fiducia nelle istituzioni”.

“Vorrei che Stefano fosse ricordato come un simbolo – ha detto ancora Ilaria Cucchi -, per ricordare tutti gli Stefano Cucchi. Di indifferenza muoiono gli ultimi, per dare voce e speranza a chi non ha strumenti per fare le battaglie che servono. Per dare voce agli ultimi ecco come vorrei che mio fratello fosse ricordato”.

“Siamo attenti e preoccupati – ha detto invece il legale della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo -sul rischio dei depistaggi, che sono iniziati nel 2009, ma sono poi continuati nel 2015 e anche nel 2018. E noi temiamo che continuino ancora. C’è il concreto rischio che possano emergere altri recenti depistaggi. Lo dico per una serie di circostanze e per l’osservazione di quanto sta accadendo intorno a questo procedimento”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La stampa e la sindaca deficiente

Le confidenze di Urbano Cairo ad alcuni tifosi del suo Torino hanno svelato cosa pensa questo editore (Corriere della Sera, La7 e altro ancora) della sindaca M5S Chiara Appendino, definita con fallo da Var, espulsione e retrocessione “deficiente”. Ma non c’è bisogno di videocamere nascoste o

Continua »
TV E MEDIA