Caso Mps, sulle chat frenata pure al Senato: il dossier rinviato di una settimana

La Giunta per l'immunità del Senato rinvia di una settimana il dossier sul caso Mps e sulle chat dell'ex dirigente del Mef con 9 parlamentari.

Caso Mps, sulle chat frenata pure al Senato: il dossier rinviato di una settimana

Un’altra settimana di tempo. Un altro modo per rinviare ogni decisione e capire cosa fare, magari nel tentativo di far naufragare la richiesta di accedere al telefono dell’ex direttore generale del Mef, Marcello Sala, nell’ambito dell’indagine sulla scalata di Mps a Mediobanca. La Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari del Senato non ha deciso nulla, ma ha semplicemente scelto di rinviare ogni discussione a martedì prossimo.

La Giunta di Palazzo Madama si è riunita oggi circa una settimana dopo quella della Camera. In quel caso si era deciso di rinviare in attesa che si esprimesse anche il Senato, in modo da poter uniformare il giudizio tra i due rami del Parlamento. La richiesta è quella della procura di Milano di poter accedere alle chat contenute nel telefonino di Sala che, ricordiamo, non è indagato.

La richiesta della procura di accedere alle chat

I pm hanno chiesto l’autorizzazione a visionare le chat perché l’ex dirigente del Mef ha avuto conversazioni via messaggi con nove parlamentari. Tra di loro ci sono anche i ministri Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini, così come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Fazzolari, il viceministro Leo, il sottosegretario Freni e ancora i parlamentari Rixi, Romeo, Centemero e Misiani (unico, quest’ultimo, che non fa parte di partiti di maggioranza).

La scorsa settimana, l’ufficio di presidenza della Giunta per le autorizzazioni della Camera ha deciso di sospendere la richiesta di audizioni (avanzata dal presidente della Giunta, Devis Dori), con il pretesto di attendere un’intesa tra i presidenti di Camera e Senato per trovare un’intesa che garantisca uniformità di trattamento a deputati e senatori. Di fatto, non si è deciso. E non si è deciso neanche oggi al Senato.

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Alla Camera, gli esponenti della maggioranza di governo avevano fatto riferimento alla sentenza del 2023 della Corte costituzionale sul caso di Matteo Renzi, con la quale si stabiliva che le chat conservate in dispositivi di terzi non potessero essere consultate senza le autorizzazioni parlamentari.

La Giunta del Senato, invece, per il momento non ha preso decisioni. E non ha nemmeno incardinato l’iter della richiesta arrivata dalla procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta su Mps e Mediobanca. La Giunta è stata nuovamente convocata per martedì 19 maggio, tra una settimana. L’ufficio di presidenza della Giunta di Palazzo Madama sostiene che sia prima necessario capire se serva sin da subito un’autorizzazione a procedere.

Per domani è convocata una nuova riunione della Giunta della Camera, dove verrà nominato il relatore (Dario Iaia di Fratelli d’Italia) del provvedimento. Considerando, però, che dal Senato non sono arrivate novità, è possibile che la riunione di domani sia solo interlocutoria in attesa di coordinare i lavori con il Senato.