La maggioranza frena. L’obiettivo è prendere tempo e valutare il da farsi di fronte alla richiesta della procura di Milano di visionare le chat tra l’ex dirigente del Mef, Marcello Sala, e alcuni deputati e senatori sul caso della scalata di Mps a Mediobanca. Tra i nove parlamentari coinvolti ci sono anche importanti esponenti di governo, come il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il suo vice Maurizio Leo, il sottosegretario Federico Freni e il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Durante l’ufficio di presidenza della Giunta per le autorizzazioni della Camera ha prevalso la linea della prudenza. Il presidente, Devis Dori (Avs), ha così accolto la richiesta della maggioranza di sospendere le richieste di audizioni che lui stesso aveva proposto.
Caso Mps, le destre frenano sull’accesso alle chat dei parlamentari nell’inchiesta su Mps
Il pretesto, per la maggioranza, è che bisogna attendere che i presidenti di Camera e Senato trovino un’intesa per tutelare deputati e senatori garantendo uniformità assoluta. I pm avevano chiesto l’autorizzazione a controllare se nelle chat di Sala ci fossero dei messaggi con i nove parlamentari citati dal Corriere della Sera. La richiesta di sospensione non è una chiusura definitiva, viene sottolineato, anche se sicuramente permette di prendere tempo e capire il da farsi. La maggioranza sostiene che l’iter debba seguire quanto previsto dalla sentenza del 2023 della Corte costituzionale sul caso di Matteo Renzi: allora si riconobbe che le chat conservate in dispositivi di terzi non potessero essere consultate senza autorizzazione del Parlamento.
La questione verrà ripresa mercoledì prossimo, quando si terrà una nuova riunione e verrà nominato il relatore per la richiesta di accesso alle chat: sarà Dario Iaia di Fratelli d’Italia. Il giorno prima si terrà una riunione una riunione dell’ufficio di presidenza della Giunta per le autorizzazioni del Senato, proprio perché dalla Camera è arrivata “la richiesta di coordinamento” con Palazzo Madama, come spiegato da Dori dopo la riunione. Dopo la relazione illustrativa di mercoledì, si potrebbe valutare se “aprire un’interlocuzione con la procura” sulle questioni tecniche e poi se programmare le audizioni di costituzionalisti ed esperti informatici.
Una richiesta, avanzata dallo stesso Dori e per ora “congelata”, perché secondo la maggioranza la sentenza è chiara e la richiesta di una pre-lettura dei pm non sarebbe legittima. La deputata M5s, Enrica Alifano, spiega all’Ansa che i 5 Stelle e il Pd si sono associati alla richiesta di audizioni, ma dal centrodestra “sono stati espressi dubbi” e alcuni esponenti di maggioranza hanno “sottolineato l’irritualità di una richiesta esplorativa”.