L’assalto alla Cgil era pianificato. Castellino aveva avvisato la Polizia: “Portateci da Landini o lo andiamo a prendere noi”. Altri 24 indagati per gli scontri di Roma

Forza Nuova Castellino
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“Portateci da Landini o lo andiamo a prendere noi”. È quanto ha detto il leader romano di Forza Nuova, Giuliano Castellino, rivolgendosi ad alcuni operatori di polizia dopo che i manifestanti, sabato scorso a Roma, erano riusciti a sfondare il cordone e raggiungere la sede nazionale della Cgil in Corso d’Italia (leggi l’articolo). La circostanza emerge dalla richiesta di convalida dell’arresto di Castellino avanzata oggi dalla Procura di Roma.

“Nonostante i tentativi di mediazione posti in essere dalla polizia – scrivono ancora i magistrati capitolini – con le tre persone che si erano poste alla testa del corteo, Luigi Aronica, Roberto Fiore e lo stesso Castellino, i manifestanti proseguivano la marcia opponendo una violenta resistenza nei confronti degli operanti che avevano attivato una carica di alleggerimento. Giunti presso la sede della Cgil, Castellino si rivolgeva ad un funzionario di polizia posto a protezione della sede, dicendogli: ‘lasciatece passa’, ‘dovemo entrà’. Nonostante i tentativi degli agenti di fare desistere il gruppo, Castellino si rivolgeva alla folla incitandola con gesti inequivocabili a dirigersi verso la sede sindacale. Al fine di raggiungere lo scopo i manifestanti ponevano in essere atti di violenza e aggressione nei confronti degli agenti di polizia”.

Intanto le indagini su quanto accaduto sabato scorso a Roma proseguono e cresce anche il numero degli indagati (oltre i 13 arresti compiuti nell’immediatezza). Il Nucleo informativo dei Carabinieri di Roma ha depositato in Procura un’informativa in cui sono individuate responsabilità a carico di altre 24 persone, tutto denunciate a piede libero, che avrebbero partecipato attivamente agli scontri di sabato. Secondo quanto si apprende, l’accusa per tutti è di resistenza e violenza aggravate in concorso e manifestazione non autorizzata. Una quindicina di questi avrebbe fatto parte del gruppo che ha assaltato la sede Cgil. Questi ultimi sono accusati anche di devastazione, occupazione e danneggiamento.

Ieri si era appresa la notizia di altri indagati per gli scontri a Roma e altre città sempre durante le manifestazioni contro l’obbligo del Green Pass. I quattro nuovi indagati nella Capitale sono Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Cirillo e Stefano Saija, coinvolti nell’inchiesta che ieri ha portato all’oscuramento del sito internet dell’organizzazione di Forza Nuova (leggi l’articolo). Gli inquirenti li accusano di aver istigato “pubblicamente a commettere una pluralità di delitti e contravvenzioni” con un comunicato in cui si sosteneva che “la rivolta non si ferma” e che il popolo “ha deciso di alzare il livello dello scontro”.

Saija inoltre è indagato anche per apologia di fascismo dalla Procura di Torino, per uno striscione comparso nel 2019 nel capoluogo piemontese con la scritta “Spezza le catene dell’usura, vota fascista, vota Forza Nuova”, e con lui è indagato il coordinatore regionale Luigi Cortese. Arrestati Roberto Fiore e Giuliano Castellino, alla guida di Forza Nuova c’è intanto il responsabile romano e dirigente nazionale Pino Meloni, detto “Pinuccio La Rana”, storico esponente della destra romana ed ex-ultrà della Roma, in passato coinvolto nella vicenda dell’accoltellamento del vicequestore Giovanni Selmin allo stadio di Brescia nel ‘94.

GLI ALTRI FRONTI APERTI. Sugli scontri che hanno caratterizzato le manifestazioni No Pass, si sta muovendo anche la Procura di Vicenza, che ha indagato 13 persone, due delle quali per istigazione a delinquere e per minacce al Presidente della Repubblica, al premier Draghi o ai sostenitori dei provvedimenti contro il Covid. Arrivata inoltre una busta con un proiettile e una lettera anonima di minacce al segretario della Fim-Cisl Toscana, Alessandro Beccastrini, nella sede della Cisl Firenze-Prato. A Milano intanto è stato condannato a 8 mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena e non menzione, il 26enne arrestato durante la manifestazione “No Green pass” dello scorso 2 ottobre, accusato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale. E sempre ieri un altro giovane arrestato lo scorso 2 ottobre e poi finito ai domiciliari ha patteggiato la pena a 6 mesi di reclusione.

Leggi anche: Siamo alla follia. Show della Meloni alla Camera. La leader di FdI accusa la Lamorgese di non aver agito contro i manifestanti. “Sapeva e non ha fatto nulla”. La ministra: “Rischioso arrestare Castellino in piazza”.