Catafalco per l’elezione del presidente della Repubblica: cos’è e a cosa serve?

Catafalco cos’è e a cosa serve
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Catafalco: cos’è e a cosa serve per l’elezione del presidente della Repubblica. Il suo utilizzo è curioso ma anche fondamentale per il voto più importante nel panorama politico.

Il significato del termine catafalco

Se su cerca la parola “catafalco” su un vocabolario, on line o cartaceo che sia, la prima definizione porta a “un’impalcatura in legno o altri materiali, ricoperta di parati (generalmente drappi neri), sulla quale si pone la bara o un suo simulacro durante le cerimonie funebri e le funzioni religiose”. Gli altri significati sono ancora più bizzarri se si pensa all’elezione del Capo dello Stato: si va da “struttura, o insieme di oggetti ammassati, che colpisce per la sproporzionata voluminosità“ a “palco innalzato per gli spettacoli“.

Dunque, in riferimento all’elezione del presidente della Repubblica, il catafalco non è altro che una cabina elettorale coperta e chiusa. Siccome furono costruite ex novo, qualcuno per definirle utilizzò il termine catafalco e nel tempo non è cambiato.

Cos’è e a cosa serve il catafalco per l’elezione del presidente della Repubblica

Nel 1992, l’allora presidente della Camera, Oscar Luigi Scalfaro ideò lo stratagemma del “catafalco”: una cabina di legno, fatta montare nell’Aula di Montecitorio, per garantire la segretezza del voto. Pensata ed ideata per dare al voto e all’elettore la garanzia della segretezza della sua scelta. Dopo aver compilato la scheda, il parlamentare esce dalla cabina e la inserisce in un’urna chiamata “insalatiera” per la sua forma dalla quale sarà estratta, insieme alle altre, al momento della conta dei voti.

In occasione dell’elezione del presidente della Repubblica nel 2022, le disposizioni sono cambiate per rispettare le misure anti-contagio da Covid. Non verranno utilizzati i tradizionali catafalchi che normalmente erano impiegati nell’elezione del presidente della Repubblica, in quanto difficili da sanificare. Saranno installate nuove cabine elettorali (con apposito sistema di areazione) che dovrebbero disporre di un’apposita scheda di votazione. Non saranno permesse oltre 200 persone in Aula. Nelle tribune potranno accedere 106 Grandi elettori, tra parlamentari e delegati regionali.