La foto del bambino morto insieme a una donna sulla spiaggia di Zuwara in Libia. Sono rimasti abbandonati sulla spiaggia per tre giorni

Oscar Camps della Ong Open Arms ha pubblicato su Twitter la foto agghiacciante di un bambino morto con una donna sulla spiaggia di Zuwara in Libia

La foto del bambino morto insieme a una donna sulla spiaggia di Zuwara in Libia. Sono rimasti abbandonati sulla spiaggia per tre giorni

Oscar Camps della Ong Open Arms ha pubblicato su Twitter la foto agghiacciante di un bambino morto insieme a una donna sulla spiaggia di Zuwara in Libia. Secondo il racconto di Cecilia Strada su Facebook quei corpi sono stati riportati dal mare, dopo l’ultimo naufragio. E sono rimasti lรฌ abbandonati sulla spiaggia per tre giorni.

La foto del bambino migrante morto sulla spiaggia di Zuwara in Libia

“La sabbia sulla faccia, che quasi non si vede piรน”, scrive Cecilia Strada. “Un bambino ha una camicetta, un po’ verde, un po’ blu. Uno รจ avvolto in una coperta con i fiori, o forse รจ una tutina, di quelle con i piedi. Difficile distinguere che cosa รจ stoffa e cosa bagnasciuga”.

“Non la pubblicherรฒ, perchรฉ mi dร  la nausea. Perchรฉ se fosse mio figlio, morto, non lo vorrei in pasto al mondo. Non la pubblicherรฒ perchรฉ ho giร  passato del tempo, nella mia vita, a rispondere a quelli che “Eh ma รจ una foto finta, un bambolotto, guarda com’รจ bianco!”, spiegando che รจ quello che l’acqua fa a un corpo, quando ci anneghi dentro.

“L’ho giร  fatto, e non lo voglio fare piรน. Non la pubblicherรฒ perchรฉ io non lo so, sinceramente non lo so, se ha senso pubblicare queste foto: colpiscono chi vorrebbe affondare i barconi, fanno cambiare idea? O forse colpiscono solo – e fanno male – chi รจ giร  sensibile?”, conclude la figlia di Gino Strada.ย ย Che poi ricorda anche la vicenda di Mosua Balde, preso a Ventimiglia: “Intanto, un ragazzo di ventitrรฉ anni si รจ suicidato nel CPR di Torino. A Ventimiglia era stato aggredito a sprangate. Dimesso dall’ospedale, รจ stato riportato nel CPR. Si รจ impiccato con le lenzuola del letto. Si chiamava Musa Balde.