Gli strapagati Cavani e Ibra ora vogliono anche scioperare. Viziati e spocchiosi, i calciatori francesi non vogliono pagare le tasse

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Il progetto di imposta oggetto della protesta prevede di tassare le aziende che pagano salari superiori a 1 milione di euro per una cifra pari al 75% di ciascuno dei salari in questione, per il 2013 e il 2014. Secondo i calcoli del quotidiano L’Equipe, almeno 13 squadre di Ligue 1 sarebbero interessate, e dovrebbero pagare complessivamente circa 44 milioni di euro, di cui 20 per il solo Psg. Ma le grandi squadre di calcio francesi  non ci stanno, e hanno deciso di indire uno sciopero di una giornata, il 30 novembre prossimo, per protesta. Lo stop riguarda la Ligue1 ma anche la seconda divisione.

Le grandi squadre, che già avevano minacciato di scioperare lo scorso fine settimana dopo aver abbandonato la ‘commissione di riflessione’ istituita dal ministro dello Sport Valerie Fourneyron, restano comunque disponibili a incontrare il presidente della Repubblica Francois Hollande per discuterne. ‘’Si tratta di salvare il calcio francese che rappresenta 25 mila posti di lavoro’’, ha tuonato all’uscita dall’assemblea Louvel (presidente dell’Unione club professionisti) , ricordando che le squadre pagano gia’ 750 milioni di euro di tasse all’anno, oltre a versare 130 milioni in aiuti al settore dilettantistico e a patrocinare diverse azioni benefiche.  Replica il governo: ’’Un club calcistico è trattato, per quanto concerne questa tassa, come un’azienda qualsiasi. E torna di moda… l’egalité.

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di Gaetano Pedullà

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