Cda Rai, i consiglieri pensionati senza pudore sugli stipendi. Guelfi: restituisco il trattamento ma voglio essere pagato dal gruppo tv

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Non ci pensano proprio a lavorare gratis alla Rai per un anno. Così ieri è andato in scena il contrattacco di alcuni dei 4 nuovi consiglieri di amministrazione di viale Mazzini che, in quanto pensionati, non potrebbero assumere incarichi in società controllate dalla pubblica amministrazione. A meno che, come previsto dalla recentissima riforma Madia, non accettino di lavorare gratis proprio per un massimo di un anno. “Verso alla Rai la mia pensione, e l’azienda mi paga lo stipendio”, ha per esempio rilanciato ieri Guelfo Guelfi, neo consigliere dell’azienda del servizio pubblico ed ex spin doctor del premier Matteo Renzi. Guelfi, addirittura, ha proprio avanzato una proposta sul suo profilo Facebook: “I pensionati del cda versino le rispettive pensioni alla Rai e riscuotano la spettanza per l’incarico che si trovano a svolgere”. Un bel guadagno per Guelfi, se si fanno rapidamente due conti: “La mia pensione è di 1.440 euro al mese”, ha scritto sempre su Facebook. Se si tiene conto che lo stipendio di un consigliere d’amministrazione Rai si aggira intorno ai 60mila euro, l’ex capo comunicazione dello staff di Renzi guadagnerebbe quasi il doppio. Secco anche Arturo Diaconale, direttore della testata fantasma L’Opinione delle libertà e presidente del Parco nazionale del Gran Sasso: “Potrei anche fare il consigliere per puro divertimento, ma sarebbe una cosa bizzarra. E’ la Costituzione che impone la retribuzione per chi svolge un’attività”.