Triplice fischio per il Parma. Nominati i curatori fallimentari: verificheranno se ci siano le condizioni per concludere il campionato

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Se non è il triplice fischio poco ci manca. Il Tribunale ha dichiarato il fallimento della squadra di calcio del Parma. Nominati anche due curatori fallimentari: si tratta dei commercialisti parmigiani Angelo Anedda ed Alberto Guoiotto. Nell’udienza è stato autorizzato l’esercizio provvisorio. Ora ai due professionisti è stato affidato il compito della gestione della società e il compito di provare a trovare gli acquirenti per salvare il salvabile.

CONTI ALLO SBANDO
Sono 218 i milioni complessivi di debiti della società, con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 euro. Secondo le informative depositate dalla Guardia di Finanza il Parma ha pure “un ingente debito sportivo stimabile allo stato in euro 74.360.912 di euro cui 63.039.920 nei confronti dei calciatori tesserati, salvi ulteriori e più approfonditi accertamenti”. Per questo motivo, conclude il giudice Pietro Rogato, “lo stato di insolvenza appare conclamato ed irreversibile”.

CAMPIONATO FALSATO
Giocare in queste condizioni è quasi impossibile. Non sarà certo una squadra serena quella che dovrebbe, il condizionale mai come ora è d’obbligo, affrontare il Torino domenica sera. Ieri l’arresto del presidente Giampietro Manenti, oggi il fallimento. Insomma come si fa a pensare alla partita? Intanto, il capitano del Parma, Alessandro Lucarelli, è stato nominato insieme a due aziende, la Col. Ser e la Iren Mercato, come componente, in via provvisoria, del Comitato dei Creditori a cui i curatori dovranno riferire sull’andamento della gestione e sull’opportunità della sua continuazione entro il 15 aprile.