Il Centrodestra ripiega sui candidati civici. Fumata nera su Roma e Milano. Ma Lupi e Gasparri sono i veri pretendenti per Palazzo Marino e il Campidoglio

centrodestra Lupi
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L’ufficialità ancora non c’è ma pare proprio che a correre per il centrodestra a Roma e a Milano al voto in autunno saranno due candidati civici: i nomi che al termine del vertice di ieri con la partecipazione per la prima volta attorno ad un tavolo dopo mesi dei “big” della coalizione, sono circolati insistentemente sono quelli dell’avvocato Enrico Michetti nella Capitale e della presidente di Federfarma Lombardia (e per tanti anni ex presidente nazionale) Annarosa Racca nella sfida per la conquista di Palazzo Marino.

Mette però le mani avanti la leader di FdI Giorgia Meloni: “Sono nomi interessanti che stiamo valutando come altri che sono arrivati. Facciamo le verifiche e decideremo nei prossimi giorni”, assicura, aggiungendo che ha trovato “Un clima di grande collaborazione nella riunione del centrodestra. Siamo in dirittura d’arrivo. A Roma ci sono già tre candidati, lavoriamo per vincere”. Anche il segretario della Lega Matteo Salvini è ottimista sui tempi – entro una settimana i nomi – e, dopo i veleni degli scorsi giorni sull’affaire Copasir, tiene anch’egli a sottolineare, al termine del vertice, che il centrodestra è unito e compatto.

“La nostra scelta di allargare alla società civile sta raccogliendo dei frutti: sono emersi 4-5 nomi che non c’erano la scorsa settimana e ognuno si è impegnato ad approfondire soprattutto a Bologna, Roma e Milano. L’unità del centrodestra ci rende ottimisti nei confronti della litigiosità della sinistra”, afferma con la solita stoccata finale agli avversari (avversari nelle amministrative ma alleati di governo…). La volontà, come spesso ribadito anche dalla Meloni, è quello di puntare su “candidati civici di alto profilo”.

Sembra dunque esclusa, almeno di sorprese last minute, l’opzione Maurizio Gasparri a Roma e Maurizio Lupi a Milano, solo il coordinatore nazionale azzurro, Antonio Tajani lascia aperto uno spiraglio: “Siamo lavorando perché ci sono nuovi candidati civici che si sono offerti. L’idea è di andare avanti con candidati civici. Se non troveremo la quadra su questi valuteremo candidati politici”. Insomma, un vertice che si potrebbe definire interlocutorio, quello di ieri sera. E lo stesso Salvini preferisce non sbilanciarsi: “Per rispetto di tutti non do giudizi su questo o quel candidato”, dichiara lasciando la riunione.

E poi, anzi, allarga la rosa dei papabili: “Alcuni di loro li sentirò personalmente – spiega aggiungendo qualche indizio -, c’è qualche primario ospedaliero e imprenditore”, e sulle ipotesi di Michetti e Razza, poco conosciuti a livello nazionale, il segretario leghista replica: “Non ci sono nomi di serie B, noi badiamo alla sostanza e non alla forma, quando parliamo di avvocati, imprenditori e professori universitari tutti sono in grado di fare meglio della Raggi e Sala”. E, per rendere ancora più attrattiva l’offerta, rilancia: “Visto quanto è bello ma difficile, mal pagato e giuridicamente pericoloso fare il sindaco entro questa settimana la Lega presenterà una proposta di legge per aumentare lo stipendio e le tutele di legge per i sindaci”.

Oltre ai leader dei partiti maggiori. a sottolineare la volontà condivisa di correre uniti nelle città al voto, presenti ieri anche Maurizio Lupi per “Noi con l’Italia”, Antonio De Poli e Lorenzo Cesa per l’Udc, Giovanni Toti (in collegamento da remoto) per “Cambiamo”e il senatore Gaetano Quagliariello. Ora bisogna aspettare e capire se il processo di “riavviato” dialogo e l’approfondimento a cui sono chiamati i partiti nei prossimi giorni, porterà a un’intesa finale proficua.

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