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Chalamet si gioca l’Oscar con la sua ingratitudine

Lo scivolone di Chalamet sull'opera potrebbero costargli caro: non comprenderlo vale come aver perso l’Oscar.

Chalamet si gioca l’Oscar con la sua ingratitudine

Mentre Hollywood celebra se stessa coi prossimi Oscar, Timothée Chalamet impasta la polemica del momento durante l’intervista che Matthew McConaughey gli ha cucito addosso in una diretta della CNN per Variety. Colleghi sul set di Interstellar, i due attori hanno chiacchierato con informalità, finché le risate di McConaughey hanno smesso di essere complici per risuonare di circostanza, poi di imbarazzo, di fronte alle dichiarazioni dell’attore candidato all’Oscar per Marthy Supreme, che ha detto di non voler vedere “le sale cinematografiche fare la fine del balletto o dell’opera, che gli artisti cercano di tenere in vita anche se a nessuno importa più”.

La conversazione è poi degenerata quando l’attore ha aggiunto “con tutto il rispetto per le persone che ci lavorano […], ecco con questa battuta ho perso 14 centesimi di pubblico”, mercificando il valore di un’audience in un modo ancora più denigratorio. Figlio di un’insegnante di danza e fratello di una ballerina classica, Chalamet, nell’ingratitudine del suo commento, è stato risucchiato dalle risposte ancora più virali di istituzioni mondiali come Royal Ballet di Londra, English National Opera, New York City Ballet, con il Teatro dell’Opera di Roma e La Scala di Milano in prima fila, che hanno rimarcato qualcosa che dovrebbe essere ovvio per un attore in odore di Oscar: ogni spettacolo ha il suo pubblico e il balletto e l’opera sono campi artistici di fatica fisica, tenuta psicologica, dedizione e tecnica, con testi, libretti, spartiti e coreografie che sono diventati un immortale canone culturale. Fidanzato da anni con Kylie Jenner, l’attore deve aver appreso dal clan delle Kardashian come essere divisivo, nonostante i primi passi della sua carriera raccontassero di un interprete sensibile, complesso e vulnerabile, grazie a titoli come Chiamami col tuo nome e Ladybird.

Negli ultimi anni la sua partecipazione a blockbuster mondiali e a campagne pubblicitarie internazionali ha ridefinito i confini di una carriera da star globale ben al di sopra del suo innegabile talento e che il pubblico sta iniziando ad avvertire come dissonante. Per un attore che punta all’Oscar, però, non rendersi conto che in tempi in cui l’Intelligenza Artificiale può sintetizzare molte esperienze visive, l’unica espressione artistica ancora capace di emozionarci è proprio quella performata tra persone reali, che comunicano col proprio corpo e con la propria voce, dal vivo. E non comprenderlo vale come averlo perso quell’Oscar.