Che Agon(ia). Continua lo scontro tra l’editore della tv italiana con sede in Albania Becchetti e l’ex direttore delle news Caprarica che contrattacca: altro che ciabattine scendiletto, in ciabatte è la sua tv

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

CapraricaContinua lo scontro tra l’editore di Agon Channel e Antonio Caprarica scappato dalla televisione italiana con sede in Albania in aperta polemica. L’ex direttore delle news di Agon Channel se ne era andato accusando Agon di lavorare nei container utilizzati come redazione. Il 4 gennaio l’editore Becchetti gli ha risposto attraverso un’intervista sul Fatto Quotidiano accusando l’ex inviato del Tg1 di aver richiesto pure le ciabattine scendiletto. Caprarica non ci sta e ora replica attaccando duramente: “Il signor Francesco Becchetti, ex  “studente del Liceo Scientifico con alterne fortune” (autodefinizione) e attuale proprietario di Agon Channel, mi tira nuovamente in ballo per fare un po’ di pubblicità alla sua televisione. Con lo humour tipico di uno studente asino, ironizza sul mio cognome (Capraricca… wow, che risate!) per non rispondere sulle gravi contestazioni che  mi hanno costretto a lasciare  l’incarico di direttore delle news del canale. Quanto seria fosse la mia denuncia”, continua Caprarica, “si è visto due settimane dopo il mio addio : la tv di Becchetti basata a Tirana, invece di raccontare in diretta il dramma della Norman Atlantic che le bruciava praticamente sotto gli occhi, mandava in onda l’ennesima replica di giochini”.

Insomma la polemica tra i due continua senza sosta e va avanti ormai da quasi un mese. “Delle dichiarazioni insultanti del Becchetti, e di quanti le avallano o le propalano, si stanno  già occupando i miei avvocati”, afferma Caprarica, “Altro che “Ipad, scaldapane 2.0 e ciabattine scendiletto“ che avrei chiesto per  fare le news!  Ho lasciato Agon Channel per le inadempienze contrattuali del proprietario,  il tg registrato un’ora e mezzo prima (!), l’assenza di troupe , la carenza di redattori, i talent raffazzonati,  la programmazione tutta repliche. E sì,  non c’era nemmeno una stampante (conservo la mail in proposito dell’amministratore De Renzis): la  “tv del futuro” è quella degli amanuensi? Per difendere la mia dignità e la mia storia professionale ho rinunciato a un lauto contratto . Succede di rado nel nostro mestiere e nel nostro Paese, pur così ricco di moralisti. Ma io non sono  in vendita. E  non avendo fatto milioni come Becchetti, non ho nemmeno bisogno delle guardie del corpo che vegliano su di lui in redazione esibendo pistoloni nella fondina ascellare”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA