Le Lettere

Che batosta per Trump

Domanda delle cento pistole: chi sta vincendo la guerra in Iran?
Marco Baldini
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Gentile lettore, ho l’impressione che la guerra si metta male per Israele e Usa. Il primo motivo è che la capacità missilistica dell’Iran è ben più avanzata di quanto preventivato. I danni alle infrastrutture israeliane sono nascosti dalla ferrea censura, ma da quanto si vede ci sono aree di Tel Aviv che ora non differiscono molto da Gaza City. In secondo luogo è decisiva la strategia iraniana del blocco di Hormuz e del vasto attacco alle monarchie del Golfo: ha fatto raddoppiare il prezzo del greggio e ha acceso la rabbia vero gli Usa di quei Paesi, che vedono paralizzati i commerci petroliferi e vanificati investimenti giganteschi in altri settori. Per esempio l’economia di Dubai, basata su turismo e commercio immobiliare, sarà bloccata per anni. Secondo il Financial Times i Paesi del Golfo minacciano di disdire tutti i contratti con gli Usa “per cause di forza maggiore” e anche di rivedere la concessione delle basi militari che dovevano garantire la loro sicurezza e invece li hanno trasformati in allodole per i cacciatori. Trump è sovrastato dall’enormità del suo fallimento strategico, mentre il costo della benzina e l’inflazione prefigurano il suo tracollo nelle elezioni di novembre. La catastrofe trumpiana traspare dalle sue insensate dichiarazioni tra il 28 febbraio e 10 marzo, in ordine cronologico: “La guerra finirà tra 4-5 giorni”; “Durerà due mesi”; “Voglio la resa incondizionata”; “La guerra è finita, tutto fatto”. Al che rispondono sia Netanyahu, “Non abbiano finito”, sia l’Iran, “Decideremo noi quando finirà”.

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