Ciak, si gira. Sul set c’è la crisi

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di Elisabetta Villaggio

Il cinema italiano è in crisi. Una volta in Italia si producevano moltissimi film ora sempre meno e soprattutto si girano meno film stranieri. I motivi? Gli alti costi. Ma non solo. Secondo Francesco Bruni, nuovo Presidente dell’Associazione 100 autori, il problema è la perdita di un rapporto con il pubblico dovuto a vari motivi che vanno dalla cattiva educazione scolastica ai problemi distributivi e di sale che penalizzano moltissimo il cinema d’autore. “A me sembra che il nostro cinema e la qualità delle opere stia bene, meglio degli ultimi 20 anni, ci sono autori molto interessanti che si fanno apprezzare di più all’estero che da noi e questo è un paradosso”, sostiene Bruni. C’è un problema di detassazione? In realtà in Italia c’è una specie di assistenzialismo da accattonaggio da parte del governo.
Il settore non viene visto nella sua potenzialità industriale e come possibilità di creare posti di lavoro.

La ripresa c’è
Secondo Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, la situazione del cinema italiano in questo momento è in ripresa dopo aver avuto un autunno difficile ma quello che sicuramente il governo dovrebbe fare una legge contro la pirateria perché sta diventando un problema economico enorme e le stesse persone che scaricano un film non si rendono conto di fare un atto illegale. Immediatamente dopo dovrebbe rimettere la tax credit perché ancora non si sa se ci sarà nel 2014. Con la crisi il finanziamento pubblico ha difficoltà.

La crisi morde pure il cinema
Marco Valerio Pugini, uno dei fondatori della Panorama film, sostiene che il cinema italiano è in un momento difficile come lo è il paese. “Quello che mi auguro è che ci sia una riconsiderazione. Generalmente quando un paese è in crisi economica il cinema va bene perché rappresenta il sogno, l’evasione.
Dovremmo riuscire a fare dei film un po’ più esportabili.
Un film italiano che va all’estero esporta anche un modo di vivere italiano, il made in Italy, i prodotti italiani”.
Negli anni ’50 e anche dopo si è girato molto cinema in Italia. Oggi sarebbe riproponibile? Non lo so. Un tempo avevamo due vantaggi: le location e i costi. Oggi le location ce le abbiamo ancora, l’Italia è un set naturale e lo dicono tutti, i costi invece sono lievitati rispetto ad altri paesi e non perché la troupe guadagni di più. Il problema sono le spese fiscali e la politica di detrazione è relegata alla produzione di film in sala e non è ancora allargata ai prodotti televisivi.
Noi abbiamo anche un bel sistema di tax credit migliore di molti altri ma è legato solo al sistema cinema-sala e non è ancora stabile.
Dobbiamo pensare al futuro, non dico tra 6 mesi o un anno, ma fra 5 anni. Quindi il web per forza.
Nessuno oggi può dire se tra 5 anni un film lo vedremo al cinema, in tv o su un computer.

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