L’inchiesta privata di Beppe sulla ragazza che accusa il figlio Ciro Grillo

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Beppe Grillo ha chiesto un’indagine conoscitiva su Silvia, la ragazza di 19 anni italo-svedese che ha denunciato di essere stata violentata nella notte del 17 luglio 2019 a Porto Cervo. Secondo l’accusa a stuprarla sono stati Ciro Grillo, figlio del leader M5s, e tre suoi amici: Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria.

L’inchiesta privata di Beppe sulla ragazza che accusa il figlio Ciro Grillo

Grillo, scrive oggi Repubblica in un articolo a firma di Paolo Berizzi e Giuseppe Filetto, avrebbe chiesto indagini conoscitive. E ha anche incaricato un medico legale di una perizia sulla ragazza.

Inevitabile dopo il video choc con cui il gran capo Cinquestelle ha difeso il figlio e i suoi amici dall’accusa di avere abusato sessualmente di Silvia. Ed ora lo è ancora di più con il mandato a un professionista, l’outsider Marco Salvi, noto per essersi occupato del serial killer Donato Bilancia e dell’omicidio di Carlo Giuliani durante il G8. A Salvi, attraverso i filmati e le foto, il compito di definire quanto Silvia quella notte fosse ubriaca o capace di intendere e di volere.

Inoltre, c’è l’intento di ricostruire la personalità ed i comportamenti di quella che appare sin qui la vittima di una brutta storia iniziata male e finita peggio. Una vicenda che rischia di aprire un nuovo scontro, con riverberi anche politici. Mentre la Procura di Tempio Pausania sta decidendo se chiedere il rinvio a giudizio per Ciro, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. O solo per qualcuno di loro. Che intanto però si stanno dividendo.

Lauria ha parlato in tv da Giletti: «Nel video si vede che la ragazza comunque sta benissimo e che noi non costringiamo niente», ha raccontato il giovane. La sua tesi è che Silvia «ha bevuto la vodka per sfida, perché noi non riuscivamo a berla. E poi è andata a dire che l’ho presa per la gola, ho fatto…». Insomma: un tentativo, per nulla velato, di far passare la vittima per
una che ha fatto quel che voleva. Senza costrizioni. In pratica: una narrazione in scia con il video di Beppe Grillo.

Ciro Grillo: la testimonianza di Silvia, la ragazza che lo accusa di stupro di gruppo

La testimonianza è agli atti dell’indagine per stupro di gruppo, insieme alle foto e al video della presunta violenza sessuale contestato dalla difesa. E comincia alle 14,45 di mercoledì 17 luglio 2019, quando Silvia, la ragazza italo-svedese, è con Roberta, che si è appena svegliata intontita nel soggiorno della villetta a Cala di Volpe. Le chiede perché piange e Silvia risponde che l’hanno violentata.

Poi il flashback del racconto torna indietro al 5 luglio, quando Silvia arriva in Sardegna alla fine della scuola. Poco dopo arriva anche Roberta in vacanza in Costa Smeralda. Silvia aveva scelto un bed & breakfast il località Barrabisa a Palau, e si muoveva in taxi. Martedì 16 luglio alle 23,45 va al Billionaire dove deve incontrare altri tre compagni di scuola. Qui conosce i quattro ragazzi genovesi che li ospitano al tavolo prenotato a nome di Ciro Grillo.

Nei verbali le due ragazze ricordano un consumo di vodka al tavolo mentre i genovesi sottolineano più le bevute di Red Bull, la bibita energizzante. Il gruppo ormai amalgamato sembra affiatato, dai verbali emerge anche che durante un ballo sarebbe scappato un bacio tra Ciro e Silvia, ma niente di più. Alle 3,30 inizia a farsi tardi e i tre amici delle «milanesi» salutano e se ne vanno. Balli, bevute, balli, chiacchiere, la normalità. Alle 5 la comitiva decide di uscire, viene pagato il conto e si torna all’aperto.

Silvia e la notte maledetta a casa del figlio di Grillo: “Mi hanno stuprata tutti”

Lì tutti prendono un taxi e decidono di andare a casa di Ciro. Nel tragitto, secondo il racconto dei verbali, Silvia allunga un piede tra le gambe di uno dei ragazzi in quello che viene considerato un atteggiamento di disponibilità. Lei nega e dice che non era intenzionale. Arrivano a casa alle 5,30 e Roberta cucina gli spaghetti. Tutti bevono. Francesco Corsiglia, secondo il verbale di Silvia, va con lei a prendere delle coperte in un’altra stanza. Qui tenta un approccio sessuale. Lei lo respinge.

Lui la sbatte sul letto e la bacia sulla bocca. Poi Roberta si addormenta sul divano e Silvia rimane con gli altri tre. E qui succede quello che è sotto indagine.

Silvia è stanca e Corsiglia l’accompagna nella camera singola, dove lei si sdraia sotto le lenzuola. Ma il ragazzo non se ne va, Silvia glielo chiede più volte, niente, anzi, la raggiunge e la costringe a un  rapporto completo. Lei cerca di liberarsi, racconta che gli altri ragazzi stavano sull’uscio della stanza, tanto per l’accusa a bloccarne l’uscita. Chi rideva. Chi commentava.

Silvia è fisicamente più debole, i giovani sono tutti ben palestrati. A un certo punto però riesce ad andare in bagno dove Corsiglia la raggiunge, spingendola di spalle nel box doccia per un altro rapporto contro volontà. Lei piange in bagno. Lauria e Capitta le chiedono perché ma lei non risponde. Proprio quest’ultimo le chiede di dormire insieme ma lei si rifiuta e cerca di svegliare l’amica per andarsene.

Silvia vuole prendere un taxi ma la convincono a rimanere a casa. Alle 9 del mattino dice agli altri piangendo che Francesco le ha fatto male e loro non sono intervenuti. A questo punto, sempre secondo il racconto, la costringono a bere vodka.

L’accusa a Ciro Grillo, il video e le foto

Lauria l’avrebbe invitata «a dormire in camera matrimoniale» e lei non capiva più niente in preda all’alcol. Gli altri la raggiugono, le vanno addosso sul letto ubriachi, la violentano a turno e  insieme fino a quando perde conoscenza. Alle 14,45 Roberta si sveglia e trova l’amica paralizzata dalla paura. È una situazione surreale, nessuno parla: «C’era del mutismo da parte di tutti», ricorderà l’amica della vittima. Silvia cerca i vestiti e si ricopre. Corsiglia e Grillo le accompagnano ad Arzachena dove le due giovani prenderanno alle 15 un taxi per rientrare al bed & breakfast.

In effetti la ragazza vuole andare in farmacia a comprare la pillola del giorno dopo, visto che i ragazzi non avevano usato i preservativi. Poche ore dopo va alla lezione fissata di kite surfing a Porto Pollo ma anche qui l’istruttore mette a verbale di aver trovata la giovane chiusa, scostante, come percependo che fosse accaduto qualcosa di brutto: «Ricordo che era molto turbata».

Venerdì arrivano i genitori, ospiti dello stesso bed&breakfast. All’inizio Silvia si vergogna, non racconta nulla ma poi scoppia a piangere. «Mamma, mi hanno violentato». Intanto, i tre ragazzi che Beppe Grillo vede nel video si mandavano su whatsapp messaggi finiti nell’inchiesta.