Il video di Ciro Grillo a Non è l’Arena, Peter Gomez: “Giulia Bongiorno doveva lasciare la difesa della ragazza”

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Ieri da Massimo Giletti a Non è l’Arena si è parlato del caso di Ciro Grillo e dell’accusa di stupro di gruppo che deve fronteggiare insieme a Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria, di stupro di gruppo nei suoi confronti. Tra gli interventi c’è quello del direttore del FattoQuotidiano.it Peter Gomez, che è intervenuto per spiegare che dal suo punto di vista Giulia Bongiorno avrebbe dovuto lasciare la difesa a un altro avvocato “per non dare l’idea che ci fosse qualcosa di politico dietro”.

Il video di Ciro Grillo a Non è l’Arena, Peter Gomez: “Giulia Bongiorno doveva lasciare la difesa della ragazza”

Nell’inchiesta a Grillo, Capitta e Lauria sono addebitati i soprusi su due studentesse (S. J. ed R. M., entrambe diciannovenni), a Corsiglia su una, ancorché violentissimo. I quattro filmati raccontano la serata e l’incontro fra i genovesi e S. J. La quale, secondo i pm, è in condizioni così precarie per l’alcol che le avevano fatto ingerire, da compiere atti contro la propria volontà. Il procuratore capo Gregorio Capasso e la sostituta Laura Bassanini scrivono: “Gli indagati mediante violenza, costringevano e comunque inducevano S. J., abusando delle sue condizioni d’inferiorità fisica e psichica dovuta all’assunzione di alcolici, a subire e compiere atti di natura sessuale”. Durante la trasmissione è stata ricostruita la testimonianza della ragazza, Silvia, e di quella sera del 16-17 luglio 2019 cominciata al Billionaire e finita nella casa di Ciro Grillo.

Agli atti dell’inchiesta ci sono fotografie e alcuni filmati. Tra questi ce n’è uno il cui significato è ritenuto probante dall’accusa e contestato dalla difesa. Nel video, secondo la ricostruzione de La Stampa, “si vede un gruppo che ride, si vede che sono ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande e saltellano con il pisello perché sono 4 coglioni non 4 stupratori”, secondo quello che ha detto Beppe nel video di ieri su Facebook. Parvin Tadjik, moglie di Beppe Grillo, in un post su facebook ha scritto che quel video “testimonia l’innocenza dei ragazzi, dove si vede che lei è consenziente. La data della denuncia è solo un particolare”. A Non è l’Arena ha parlato anche una ragazza amica di Ciro Grillo, che ha detto che la ragazza “stava al gioco” e “c’era complicità massima”. La ragazza, secondo l’amica di Ciro Grillo, nel video di cui si parla ride.

Ciro Grillo intercettato da Non è l’Arena dopo il video del padre. Il servizio di Francesca Carrarini

Successivamente viene mostrato anche un altro video in cui Ciro Grillo viene intercettato all’uscita da una palestra. Il figlio di Beppe Grillo non risponde alla giornalista Carrarini che gli chiede di parlare del caso di stupro di gruppo. Grillo è un campione di Savate e in una palestra viene atteso dalla giornalista.

Agli atti c’è anche una fotografia emersa da uno smartphone degli indagati. Nello scatto si vede uno  dei ragazzi (nelle prime carte della Procura è indicato come tale Ciro Grillo, ma sul punto i sono dubbi e non sono esclusi aggiornamenti) immortalato in una posa a sfondo sessuale, come fosse davanti a una preda, accanto a R. M. incosciente per l’alcol, dopo che S. J. a parere dei pm aveva in precedenza subito una serie di aggressioni. Secondo le ricostruzioni giornalistiche uno degli indagati ha poggiato i genitali su una delle due ragazze.

Alla fine c’è anche l’intervento di uno degli indagati che dice che quel video (quello di Grillo) non andava fatto.

L’albergatore che ha ospitato la ragazza racconta

Sabato ai microfoni di Quarto grado su Retequattro si è presentato invece l’albergatore della Costa Smeralda che nell’estate del 2019 ospitò la ragazza che accusa Ciro Grillo e altri tre giovani di averla violentata.

“Ho conosciuto meglio una delle due. L’amica è arrivata solo per qualche giorno alla fine della vacanza. La ragazza che si è fermata di più mi è sembrata una brava ragazza – racconta l’albergatore -. È venuta qui con i genitori e la sorella, poi i genitori andavano e venivano e lei è rimasta con la sorella più piccola, che le avevano affidato. Una ragazza in gamba, sportiva. Una delle due mi pare facesse la modella e anche l’altra avrebbe potuto benissimo farlo. Erano due ragazze giovani, di un metro e ottanta, due belle ragazze. Non erano appariscenti, quella che abbiamo conosciuto meglio sembrava quasi una ragazza timorata di Dio, una che ogni papà vorrebbe avere come figlia».

L’albergatore spiega che dopo quella sera, quella del presunto stupro di gruppo, “non erano più le stesse. Si vedeva che era successo qualcosa. Io e la mia ragazza, per darci una spiegazione, pensavamo avessero litigato tra di loro. Poi non mi ricordo se quel giorno o quello seguente, la ragazza che avevamo conosciuto meglio ci ha chiesto in prestito la bicicletta, perché doveva andare a Palau a fare delle commissioni”.

Le ragazze si sono fermate nell’hotel “un’altra settimana, dove in realtà hanno fatto la solita vita. Noi le vedevamo per colazione e poi o stavano in camera, a studiare, oppure andavano in spiaggia ma -aggiunge il proprietario dell’hotel- mi sembra non siano più uscite di sera. Quando abbiamo saputo del fatto siamo rimasti increduli”.

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