Blitz a Caserta e Napoli contro la criminalità organizzata: eseguite 23 misure cautelari a carico di presunti affiliati al clan dei Casalesi e disposto un sequestro di beni da 40 milioni di euro

Operazione dei carabinieri: 23 misure cautelari contro un sodalizio legato al clan dei Casalesi, sequestri per 40 milioni.

Blitz a Caserta e Napoli contro la criminalità organizzata: eseguite 23 misure cautelari a carico di presunti affiliati al clan dei Casalesi e disposto un sequestro di beni da 40 milioni di euro

Continua senza sosta la lotta alla criminalità organizzata da parte delle autorità italiane. All’alba, con le strade ancora vuote, i carabinieri sono entrati in azione tra Caserta e Napoli per eseguire ventitré misure cautelari, di cui 19 in carcere e 4 ai domiciliari, a carico di presunti esponenti della fazione dei Zagaria del clan dei Casalesi.

L’operazione è stata disposta del Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Pesanti le accuse nei confronti degli indagati che, a seconda delle posizioni, devono rispondere di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, usura, minacce, droga, armi, e riciclaggio.

Nel corso del blitz sono state sequestrate anche diverse armi tra cui quattro pistole, una mitraglietta ‘Skorpion’, un fucile a canne mozze, e circa 600 cartucce di vario calibro. Sequestrati anche circa 11 chili di sostanza stupefacente di vario tipo e, contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali, i carabinieri del Ros hanno eseguito pure “il sequestro preventivo dei compendi di due aziende”, per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.

Casalesi nel mirino

Il provvedimento cautelare eseguito dai Carabinieri di Caserta e dal Ros di Napoli non è avvenuto da un giorno all’altro ma rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa, iniziata nel lotano 2019. Un’inchiesta cresciuta nel corso degli anni e letteralmente tassello dopo tassello, in cui sono state effettuate intercettazioni e pedinamenti che hanno confermato le rivelazioni, consegnate alle autorità italiane, da parte dei collaboratori di giustizia.

Dalle attività di indagini, infatti, è emerso un mosaico complesso da cui è emersa l’operatività di un sodalizio criminale che risulterebbe legato al clan dei Casalesi, fazione Zagaria, e che sarebbe ben radicato nel casertano e nel napoletano.

Il sodalizio criminale attivo tra Caserta e Napoli

Al vertice del presunto sodalizio criminale, secondo l’impianto accusatorio, ci sarebbero i fratelli del capoclan Michele che, entrambi liberi, agivano da ‘reggenti’. Proprio loro, come spiegano gli investigatori, avrebbero curato l’organizzazione e il coordinamento delle attività del gruppo criminale che poteva contare anche su un loro nipote che, scarcerato nel 2019 e rifugiato all’estero, gestiva le vicende imprenditoriali del clan.

A raccontare l’operazione è stato il procuratore capo della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, secondo cui “la fazione Zagaria del clan dei Casalesi è una delle famiglie storiche della Camorra che nel corso dei decenni ha infettato e infestato tutta Italia arrivando anche all’estero, partendo come epicentro dalla provincia di Caserta. È un’indagine molto importante che parte da lontano“.

Malgrado le numerose operazioni “la famiglia Zagaria resta una camorra di serie A, con tutti i reati tipici e classici di un’organizzazione mafiosa. Addirittura bisognava pagare la mazzetta anche per un passaggio di proprietà, per l’acquisto di un terreno o di un’attività commerciale. La famiglia voleva il pizzo per qualsiasi attività usuraria, per allargarsi al traffico di droga andando a fare affari con una delle famiglie più importanti della ndrangheta, i Bellocco. E poi ci sono anche proiezioni di riciclaggio all’estero, ad esempio a Dubai”, conclude il magistrato simbolo dell’antimafia.

Gratteri: “La fazione dei Zagaria del clan dei Casalesi resta una Camorra di serie A”

Che le cose stiano così lo si capisce proprio dall’operazione che, secondo quanto raccontato durante la conferenza stampa, ha permesso di sventare quello che viene definito “un ambizioso progetto criminale” per consolidare i contatti tra il gruppo dei Casalesi-fazione Zagaria ed esponenti della criminalità organizzata calabrese, in particolare della provincia di Reggio Calabria.

Dalle attività investigative, come si legge nella nota della procura di Napoli, è stato possibile accertare l’esistenza di questa collaborazione che vedeva gli esponenti della ‘ndrina come “fornitori abituali di sostanze stupefacenti” e che mirava a riprendere il controllo delle principali piazze di spaccio dell’area, ormai da tempo sotto assedio da parte delle forze dell’ordine.