Con Sanremo talent in paradiso. Festival sempre più dipendente da Amici e X Factor. Fragola, Dear Jack e Volo favoriti. Fans club decisivi

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Che cosa resterà dei talent? Non è un omaggio alla canzone di Raf, tornato quest’anno a calcare il palcoscenico di Sanremo, ma una considerazione sul fenomeno televisivo musicale che monopolizza gli ascolti tv e l’industria discografica. Quest’anno più che mai il Festival della canzone italiana si è consegnato ai talent e ai loro potenti produttori che ogni anno sfornano cantanti destinati al successo immediato. Li costruiscono, li plasmano. Ma spesso il momento di gloria non dura nel tempo. Non tutti, infatti, riescono a reggere per anni l’ondata di popolarità. Sì, è pur vero che dai talent sono emersi campioni come Mengoni ed Emma, ma c’è pure Valerio Scanu, che per rilanciarsi ha dovuto fare l’imitatore a Tale e Quale Show e poi andarsene in Honduras a fare il naufrago sull’Isola dei Famosi.

FRAGOLA IN POLE
Il Festival di Sanremo di Carlo Conti potrebbe paragonarsi alla Champions League dei talent. Si sfideranno per il successo finale i campioni di Amici, X Factor e perfino il trio lanciato dal programma di Antonella Clerici. Il tutto alla faccia di cantanti professionisti che da anni sfornano dischi. Da Britti a Masini, da Grignani a Nek, da Raf a Irene Grandi. Costoro almeno sono stati ammessi alla kermesse, al contrario di Nomadi, Stadio, Fabrizio Moro, Enrico Ruggeri, Subsonica e Loredana Bertè, tutti esclusi. Non a caso i bookmaker, che la sanno lunga, hanno riservato le quote più basse – quelle che spettano ai favoriti – a tutti i cantanti che provengono dai talent. La vittoria di Lorenzo Fragola è pagata intorno a due volte e mezzo la posta. Pochi punti in più le quote del trio dei tenori pop Il Volo e dei Dear Jack. Gli allibratori hanno fatto questa scelta perché a votare la canzone vincitrice saranno nell’ordine: per il 40% il pubblico con il televoto (che comprenderà, oltre alla telefonia fissa e mobile, anche il web); e per il 30% ciascuno dalla giuria demoscopica e da quella degli 8 esperti (tra i quali ci sono anche Claudio Cecchetto, Carlo Massarini e Marino Bartoletti). Quindi è facile prevedere che i fan club di Fragola o dei Dear Jack si scateneranno su smartphone e tablet a suon di sms e cliccate.

CHI CONTA DI PIU’
Chi può vantare un maggiore peso specifico per far vincere Sanremo a un cantante? Tra i potenti ci sono sicuramente Maria De Filippi (Amici), la case discografiche Sony, Universal e Baraonda (etichetta legata a Rtl, il network radiofonico). Quest’ultima ha fatto scendere in campo Kekko Silvestre dei Modà per confezionare alcuni brani. La Sony punta su Fragola, messo sotto contratto dopo l’accordo con la Newtopia di Fedez e J-Ax. I due artisti e giudici di talent hanno curato con molta attenzione il brano sanremese del vincitore di X Factor. Come sempre accade diventano fondamentali i primi 7-8 secondi. Perché la canzone deve essere riconosciuta subito da chi l’ascolta. Meglio quindi se assomiglia a un brano del repertorio dell’artista. A Rtl curano molto questo dettaglio. In primis per non far cambiare canale all’ascoltatore quando il brano viene passato in radio. E poi affinché venga subito individuato pure da Shazam e Spotify, le spie dell’ascolto, i

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