Eterne concessioni balneari. Il Governo fugge sulla proroga. Garavaglia minimizza ma si piega ai limiti dell’Ue. Saltano anche quelle degli ambulanti

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Non c’è la proroga delle concessioni balneari e per gli ambulanti nel decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri che anche a causa della pandemia ha rinviato i termini di molte altre scadenze. Le due categorie non sono state inserite nel testo formalmente a causa di approfondimenti tecnici, ma è noto che l’Europa contesta le condizioni di favore accordate da decenni ai lidi balneari e agli ambulanti.

E infatti l’intervento atteso in Cdm avrebbe dovuto ovviare alle sentenze del Tar che, sulle concessioni balneari, si scontrano proprio con la normativa Ue. “Non serve nessuna proroga perché una norma esiste già, anzi due: una per la proroga al 2033 e un’altra che congela le concessioni per il Covid”, ha detto il ministro del Turismo Massimo Garavaglia (nella foto).

Si tratta – ha aggiunto – di “un falso problema. Poi in Italia è tutto più complicato perché c’è chi interpreta le norme ma questa è un’altra questione. Ove fosse necessario, potrebbe essere utile fare una interpretazione autentica di norme già esistenti, ma l’unico messaggio che mi sento di mandare, l’unica cosa certa è che l’estate è tranquilla per tutti, gestori e utenti”.

“Siamo impegnati in Senato – ha detto la senatrice del Movimento 5 Stelle, Giulia Lupo – per trovare una soluzione al problema delle proroghe delle concessioni relative il commercio ambulante. C’è un emendamento al dl Sostegni presentato dal Gruppo LeU che va nella direzione di salvaguardare gli operatori del settore in questa difficile fase di pandemia”.

“Con lo stesso spirito costruttivo che ci vede concordi nel tutelare gli operatori per bene che lavorano sodo ed onestamente – ha aggiunto l’esponente M5S parlando ancora della mancata proroga delle licenze degli ambulanti -, possiamo convergere ma chiediamo di trovare un punto di caduta migliore. Questo può avvenire attraverso la nostra proposta di integrazione sui possessori di concessioni plurime. Si tratta di un criterio citato in un decreto del Mise del 2020 che impedirebbe la proroga per non più di 6 licenze”.

“In questo modo – ha detto ancora la Lupo – si eviterebbero le storture che fino ad oggi in tema di licenze hanno favorito quasi sempre i soliti noti, fenomeni che non esistono solo a Roma come spesso si narra, ma che solo a Roma si ha il coraggio di contrastare a favore di chi di questo lavoro vive con dedizione e impegno giornaliero”.

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