Consulta ancora nel pantano. Forza Italia per uscire dall’impasse pronta a puntare su Squitieri, presidente in scadenza alla Corte dei conti

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di Lapo Mazzei

Gli appelli “accorati”, a partire dallo stesso capo dello Stato, Sergio Mattarella, per colmare il vulnus della Corte Costituzionale sono caduti nuovamente nel vuoto. Come se la politica ragionasse un lingua diversa da quella usata dal Quirinale. Tant’è che la trentesima votazione si è conclusa con la trentesima fumata nera, anzi nerissima se si contano gli assenti. Sono stati 632 i votanti, quasi 200 in meno rispetto all’ultima votazione, che ne aveva registrati 819, e 239 mancati rispetto alla quella precedente che aveva raggiunto quota 871. Da oggi si parte con le sedute del Parlamento a convocazione quotidiana alle 19, con la speranza che si trovi una intesa politica capace di portare almeno all’elezione di un giudice.

VOTO E TENTAZIONI – Ieri, comunque, a vincere sono state le schede bianche, in tutto 444, anche se il risultato era stato ampiamente annunciato. Ieri mattina i gruppi della maggioranza e Forza Italia avevano dato indicazione di abbandonare l’ultima terna, quella formata da Augusto Barbera (Pd), Francesco Paolo Sisto (Fi) e Isa Nicotra (Centristi), per sposare la scheda immacolata. Nel segreto dell’urna però qualcuno ha deciso di non seguire l’ordine di scuderia visto che Barbera ha ottenuto 11 preferenze e Francesco Paolo Sisto 16. Dalle fila dei centristi ritorna il nome di Gaetano Piepoli che oggi ha raggiunto quota 26. Il più votato è stato il candidato del Movimento 5 Stelle Franco Modugno con 110 voti.  La scelta della scheda bianca, spiegano alcuni parlamentari potrebbe essere sintomo di un vero e proprio confronto tra i gruppi con, questa volta, trattative tese a trovare la quadra. Dal Partito democratico fanno sapere che il candidato resta Augusto Barbera e che la scheda bianca era il sintomo di chi è “alla ricerca di un accordo tra tutti i gruppi”. Il vero problema, secondo quanto confermano dal Movimento 5 Stelle, sarebbe ancora Francesco Paolo Sisto, candidato azzurro. Un altro nome dal partito di Berlusconi, purché autorevole, troverebbe l’appoggio anche dei pentastellati. La scelta potrebbe essere quello di Raffaele Squitieri, attualmente presidente, in scadenza, della Corte dei conti, sponsorizzando da Gianni Letta.  Giusto ieri la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha auspicato una intesa perché “questa inconcludenza logora la dignità del Parlamento”. Il capo dello Stato invece solo qualche giorno fa aveva avvertito che nella Consulta “il vuoto non può continuare” e che la “mancanza di oltre la metà dei giudici di una componente altera l’equilibrio voluto dai Costituenti e questa condizione aggiunge un ulteriore aspetto di gravità allo stallo che si registra”. Mattarella, dalle pagine del Messaggero, aveva anche posto l’accento sul fatto che “ogni passaggio a vuoto incide negativamente sulla sua autorevolezza e sulla valutazione della sua capacità di funzionamento”.