Copyright, ora l’Italia è affidabile

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di Elena De Blasi

L’Italia esce per la prima volta dopo 25 anni, dalla lista dei “cattivi” del governo Obama.  “È una cosa importantissima, è la prima volta che accade dopo 25 anni”, sottolinea Mauro Masi, delegato italiano alla proprietà intellettuale. “Gli Stati Uniti pubblicano ogni anno un rapporto – continua Masi – in cui classificano i Paesi a seconda della tutela del copyright e del diritto d’autore. Questo documento viene pubblicato dal Trade Department, un ufficio che non casualmente dipende direttamente dal Presidente degli Usa. L’Italia era l’ultimo grande paese industriale che stava nella lista dei “cattivi”, la cosiddetta watchlist, che raggruppa quei paesi che non tutelano il diritto d’autore. Questo perché gli Stati Uniti ritengono da tempo che la pirateria multimediale e non, originata in Italia, avesse un grave costo per le imprese e il business americano. Sono arrivati a dire che il costo derivante dalla pirateria nata in Italia arrivasse a far perdere loro fino a tre miliardi di dollari all’anno. La pirateria che avviene sul territorio italiano consiste nella violazione del copyright per cinema, fiction, musica e soprattutto software. Non stiamo parlando dell’industria napoletana dei cd taroccati ma di un sistema più grande e più organizzato. Il nemico più grande è la pirateria online, soprattutto la violazione del diritto d’autore che avviene sulla rete, come il download illegale.

Perché è così importante non essere nella watchlist?

“Perché è un segnale che dà il Governo americano alle proprie imprese, orientando verso quei paesi che meglio tutelano il copyright gli investimenti delle stesse. Dopo l’uscita della Spagna tre anni fa, l’Italia era l’unico grande paese industriale a trovarsi ancora nella watchlist, dove permangono molti paesi  importanti come l’India, la Malesia ma anche la Russia e il Sudafrica. Il provvedimento di maggior rilievo in Italia è stata l’approvazione da parte dell’Agcom del regolamento a tutela del diritto d’autore su internet. Il percorso è stato lungo. È stato fatto un lavoro di cucitura con le istituzioni e con il sistema privato americano, che nel tempo ha fatto il nostro ministero Affari Esteri. Quando fui nominato delegato italiano alla proprietà intellettuale nel 2007, dall’allora ministro degli esteri e vicepresidente del consiglio Massimo D’Alema, la mia mission specifica era di collaborare con le istituzioni con l’obiettivo di far uscire l’Italia dalla watchlist“.

Quali vantaggi per i mercati e le imprese italiane?

“Un’impresa che avesse un forte copyright, come una nuova invenzione, fino ad oggi è stato fortemente limitata a proporla in Italia a causa dell’elevato rischio di pirateria. Questo rischio adesso non c’è più. miglioreranno anche gli scambi bilaterali”.

Consap, bilancio in crescita

Delegato italiano ai problemi della proprietà intellettuale, su indicazione dell’allora ministrio degli Affari Esteri, Massimo D’Alema, Mauro Masi è stato Direttore generale della Rai. Un dirigente che in molti  a Viale Mazzini rimpiangono. Soprattutto in questo periodo di crisi e di spending review. Oggi è Amministratore delegato della Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici, il cui Cda nei giorni scorsi ha approvato il bilancio 2013. Il risultato (5,279 milioni) ha visto un incremento del 4,1% sul 2012 prima delle imposte e un incremento del 45% come utile netto (4,109 milioni nel 2013; 2,834 milioni nel 2012. Rispetto all’esercizio 2011, anno di inizio della gestione Masi, l’incremento è stato del 23% prima delle imposte e del 68,7% dopo le imposte).