Coronavirus, 259 nuovi contagi e 30 vittime nelle ultime 24 ore. L’Iss: “Presenza di focolai anche di una certa rilevanza. Il virus continua ad essere in grado di trasmettersi in modo efficace”

dalla Redazione
Cronaca

Al 26 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il Coronavirus è di 239.961, con un incremento rispetto al 25 giugno di 259 nuovi casi. Il numero totale dei pazienti ancora attualmente positivi, rende noto il ministero della Salute, è di 17.638, con una decrescita di 665 assistiti rispetto al 25 giugno (qui la mappa dei contagi). Tra gli attualmente positivi, 105 sono ricoverati nelle terapie intensive, con un incremento di 2 pazienti rispetto a ieri.

Altri 1.356 malati sono, invece, ricoverati con sintomi nei reparti ordinari, con un decremento di 159 pazienti; mentre 16.177 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 30 in più e portano il totale a 34.708. Il numero complessivo di guariti e dimessi sale, invece, a 187.615 (+890). Il numero di tamponi effettuati nelle ultime 24 ore ammonta a 52.768, per un totale di 5.215.922.

Il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità riferisce che il quadro generale dell’infezione in Italia “rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (dall’ 8 al 21 giugno) di 5.98 casi per 100.000 abitanti”. In lieve diminuzione i nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente. In aumento alcune stime dell’indice di contagio Rt, in linea con il lieve aumento dei casi nella scorsa settimana in alcune Regioni dove si sono sviluppati focolai.

Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali. In quasi tutta la Penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione, riscontro in gran parte dovuto alla intensa attività di screening con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. Tuttavia, “la presenza di focolai, anche di una certa rilevanza, mostra come il virus continui ad essere in grado, nelle attuali condizioni, di trasmettersi in modo efficace”. “Questo – aggiungono dall’Iss – conferma che l’epidemia da SARS-CoV-2 non è affatto conclusa in Italia, questo deve invitare alla cautela”.