Coronavirus, fioccano le truffe. Finti volontari della Croce Rossa e sanitari delle Asl propongono test domiciliari. E c’è chi vende farmaci miracolosi. L’esperto: “Nulla rende immuni al contagio”

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“Diversi comitati locali ci segnalano una truffa telefonica su finti volontari della Croce Rossa che propongono test domiciliari sul Coronavirus. Vi informiamo che non è stato disposto alcun tipo di screening porta a porta e invitiamo tutti a fare attenzione e segnalare eventuali casi sospetti alle autorità competenti. Per informazioni e chiarimenti, il nostro servizio ‘Cri Per le Persone’ 800.065510 è attivo H24”. E’ quanto denuncia, in una nota, la Croce Rossa Italiana a proposito dell’emergenza Coronavirus.

In Lombardia c’è chi si approfitta dell’allarme per truffare gli anziani. I carabinieri di Bergamo hanno spiegato che nelle regioni interessate dall’emergenza sono stati segnalati finti tecnici dell’Ats che si presentano alle vittime con la scusa di compiere il tampone del Coronavirus ma in realtà entrano nelle abitazioni per rubare denaro e oggetti di valore.

“Attenzione, in questo momento abbiamo notizia che stanno circolando tanti ciarlatani che cercano di vendere rimedi specifici contro il Coronavirus: non esistono né rimedi naturali né rimedi omeopatici che possano in qualche maniera renderci immuni da questa infezione” ha detto all’Ansa, invece, il professore di Igiene all’Università di Pisa, Pier Luigi Lopalco.

“Sono state segnalate, alla Polizia Locale, telefonate da parte di sedicenti operatori sanitari che millantano la necessità di eseguire, a domicilio, il tampone per la rilevazione del Coronavirus. Dal Comando di via Rogerio arriva l’indicazione di respingere tali proposte e di non lasciar accedere, alla propria abitazione, chiunque si presenti con tale motivazione”. E’ quanto ha reso noto l’ufficio stampa del Comune di Piacenza. La nota ricorda che “gli operatori sanitari effettuano visite ed eventuali esami a domicilio solo se allertati preventivamente dai cittadini stessi che, attraverso il medico di famiglia, il 118, il numero nazionale 1500 o lo 0523-317979 istituito dall’Azienda Usl di Piacenza, abbiano segnalato sintomi sospetti o la necessità di accertamenti”.

“In nessun caso – aggiunge la nota del Comune di Piacenza – avviene che siano gli operatori sanitari a contattare, di propria iniziativa, le persone, né telefonicamente né presentandosi alla porta”. Anche in questo caso l’invito è a rivolgersi subito “al 113, 112 o allo 0523-7171, per consentire un tempestivo intervento”.