Coronavirus, presidi delle forze dell’ordine e vigilanza dinamica nelle zone ad alto rischio. In arrivo 500 uomini tra Lombardia e Veneto

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Nessun posto di blocco, ma una “vigilanza dinamica” delle strade. In attesa delle nuove disposizioni governative, la cintura rossa del Lodigiano viene presidiata così dalle forze dell’ordine. Fonti della Difesa, interpellate dall’Ansa, precisano che al momento non è previsto l’impiego dell’Esercito per il presidio della zona. “La situazione è tranquilla, non ci sono posti di blocco e si può circolare liberamente, ma solo all’interno dei comuni del cerchio rosso” spiega un cittadino di Casalpusterlengo, uno dei comuni del Basso Lodigiano interessato dalle misure straordinarie adottate dal governo per l’emergenza coronavirus.

Strade deserte – anche la via Emilia, una delle statali più trafficate d’Italia – nell’area del Basso Lodigiano in cui è stato deciso il divieto di ingresso e di uscita per evitare la diffusione del Coronavirus. Fisicamente non sono visibili posti fissi di controllo ma lungo le strade passano frequentemente pattuglie delle forze dell’ordine. “A presidiare – racconta l’uomo – ci sono le forze dell’ordine e mi hanno detto che sul ponte di Piacenza c’è anche l’Esercito”.

Circa 500 gli uomini e le donne delle forze di polizia e delle forze armate che verranno inviati in Lombardia e Veneto per presidiare gli accessi alle aree più a rischio e che, secondo le disposizioni del Governo, dovranno restare isolate. Il personale sarà integrato a quello già presente sul territorio e sarà coordinato a livello locale dai prefetti, cui spetterà anche il compito di indicare le ‘regole di ingaggio’ per gli uomini impegnati a far rispettare le disposizioni contenute nel decreto del Consiglio dei ministri.

A Vo’ Euganeo, focolaio principale dell’epidemia in Lombardia, i varchi presidiati dalle forze dell’ordine “non sono ancora stati attivati perché il decreto è stato adottato dal consiglio dei ministri ieri sera e non mi risulta sia stato ancora pubblicato. Noi siamo già pronti con un piano operativo che però non è ancora in piedi, perché prima dobbiamo leggere il decreto”. Ha detto il prefetto di Padova, Renato Franceschelli, al termine della riunione con i sindaci della provincia di Padova sull’emergenza coronavirus.

“Il piano operativo – ha aggiunto Franceschelli – prevede la cinturazione del Comune, per cui i cittadini di Vo’ non potranno uscire dall’ambito comunale. Ci saranno dei varchi che faranno un filtraggio. Certamente sarà una situazione di disagio che noi provvederemo ad alleviare, facendo in modo che non manchi nulla. Tutti i servizi verranno garantiti, sia quelli sanitari che i bisogni quotidiani, con dei canali di ingresso per gli approvvigionamenti perché negoziante di Vo’ possa ricevere tutto quello che gli occorre”.