Dal Governo nuove misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Oltre 150 i contagi in 5 regioni. Tre le vittime. Conte: “L’Italia non sarà un lazzaretto”

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Sono 152 (compresi i due decessi e un ex contagiato) i pazienti positivi ai test del Corovinarus, sono residenti in 5 regioni, molti dei quali tra la Lombardia e il Veneto. Secondo gli ultimi dati (qui il punto del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli), che dovranno essere confermati dal Dipartimento della Protezione civile: 110 casi sono in Lombardia, 21 in Veneto, 9 in Emilia Romagna, 6 in Piemonte e 2 già accertati a Roma (la coppia di cinesi ricoverati allo Spallanzani). I soggetti sotto osservazione sono 129, dei 152 positivi 55 sono ricoverati, 25 quelli in terapia intensiva, 19 in isolamento domiciliare e 27 in verifica. Le vittime sono 3: una donna è morta oggi a Crema, un anziano di Vo’ Euganeo, morto venerdì sera all’ospedale di Schiavonia, e un’altra donna morta ieri nella sua abitazione di Casalpusterlengo a causa di un arresto cardiaco legato alle complicanze del contagio. La donna è la mamma di un amico del 38enne contagiato a Codogno, ora trasferito in gravi condizioni al San Matteo di Pavia. Oltre 50mila i residente nelle aree più a rischio.

Ieri il Consiglio dei ministri, su proposta del premier Giuseppe Conte, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Il decreto interviene in modo organico, nell’attuale situazione di emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità, “allo scopo di prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del virus”. Il testo prevede, tra l’altro, che nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno “una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica”.

Tra le misure sono inclusi, tra l’altro, “il divieto di allontanamento e quello di accesso al Comune o all’area interessata; la sospensione di manifestazioni, eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato; la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole e dei viaggi di istruzione; la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei; la sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità; l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus e la previsione dell’obbligo per chi fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente, per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva; la sospensione dell’attività lavorativa per alcune tipologie di impresa e la chiusura di alcune tipologie di attività commerciale; la possibilità che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale; la limitazione all’accesso o la sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone, salvo specifiche deroghe”.

Il provvedimento introduce, inoltre, “la facoltà, per le autorità competenti, di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche fuori dai casi già elencati”. L’attuazione delle misure di contenimento sarà disposta con specifici decreti del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della salute, sentiti i Ministri e il presidente della Regione competente ovvero il presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni, nel caso in cui gli eventi riguardino più regioni. Nei casi di estrema necessità ed urgenza, le stesse misure potranno essere adottate dalle autorità regionali o locali, ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, fino all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

Ai fini sanzionatori, il decreto stabilisce “che il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale”. Infine, il testo prevede che il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicuri l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

“Abbiamo adottato un decreto legge con misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica. Lo scopo è tutelare il bene della salute degli italiani. La situazione in continua evoluzione”. E’ quanto ha detto il premier Giuseppe Conte al termine del Consiglio dei ministri straordinario. “Il bene della salute degli italiani – ha aggiunto il premier – è quello che ci sta ci sta più a cuore, è quello che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto. Adotteremo misure nel segno dell’adeguatezza e proporzionalità. Allo stato non ci sono i presupposti per ottenere la sospensione del trattato di Schengen. Senza tenere conto l’impatto devastante per l’economia: cosa vogliamo fare dell’Italia un lazzaretto? Gli italiani non devono abbandonarsi a sentimenti di panico, gli italiani devono fidarsi delle autorità sanitarie, politiche-amministrative”.

LA SITUAZIONE IN LOMBARDIA E VENETO

Sale a 25 il bilancio provvisorio dei contagiati da coronavirus Covid-19 in Veneto. Nel dettaglio, come ha spiegato il presidente della Regione, Luca Zaia, parlando con i giornalisti a Marghera, si tratta di 19 a Vo’ Euganeo, tra cui il 78enne morto ieri, tre operatori sanitari di Dolo, uno a Mira e due anziani in terapia intensiva a Venezia. Questi ultimi sono i primi contagiati nel capoluogo veneto. Non ha trovato riscontro l’ipotesi circolata in queste ore sui “pazienti zero” del coronavirus Covid-19 a Vo’ Euganeo, in Veneto. “Gli otto cinesi ‘indagati’ – ha detto ancora Zaia – sul piano epidemiologico sono tutti negativi. Siamo preoccupati se non troviamo il paziente zero. Siamo preoccupati perché quello che sembrava un caso isolato coinvolge più regioni, dobbiamo adottare misure drastiche, e ci saranno con il nostro provvedimento”.

“Nella notte sono saliti a 89 i casi di cittadini lombardi risultati positivi ai controlli del Coronavirus. E’ quindi quantomai necessario porre in essere misure ancora più stringenti e rigorose. I lombardi stanno dimostrando un grandissimo senso civico e senza isterismi si stanno adeguando a questa situazione”. E’ ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo a Radio Rai 1, facendo il punto sull’emergenza Coronavirus. “Non possiamo né vogliamo chiudere la vita di Milano e della Lombardia”, ha aggiunto il governatore lombardo aggiungendo che nel capoluogo ci saranno provvedimenti diversi da quelli di totale isolamento presi nei dieci comuni del lodigiano. Provvedimenti che vanno nella direzione di “ridurre grandi eventi e manifestazioni pubbliche”. “Credo che le scelte siano state fatte opportunamente” ha detto ancora Fontana.