La lotta alla criminalità organizzata non conosce soste. Questa mattina la Dia ha eseguito 32 provvedimenti di fermo nei confronti di appartenenti al mandamento mafioso di Brancaccio, a Palermo. Secondo quanto spiegano gli investigatori, agli indagati vengono contestati, a vario titolo, l’associazione di tipo mafioso, l’estorsione aggravata, reati in materia di armi, il trasferimento fraudolento di valori e l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, oltre ad altri delitti aggravati dal metodo mafioso e dall’agevolazione dell’associazione mafiosa.
Oltre all’esecuzione dei fermi, sono in corso numerose perquisizioni personali e domiciliari disposte dall’Autorità giudiziaria ed è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo riguardante aziende, immobili e conti correnti, in relazione a ipotesi di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
Blitz all’alba a Palermo contro Cosa Nostra: eseguiti 32 fermi di presunti appartenenti al clan Brancaccio
L’operazione di questa mattina arriva al termine di una lunga e complessa indagine portata avanti dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo e dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Un’inchiesta iniziata nel 2023, dalla quale è stata ricostruita la struttura e gli assetti del clan Brancaccio, oltre a quelli delle famiglie Roccella-Guarnaschelli e Corso dei Mille.
Dall’inchiesta, come ormai avviene da tempo, emerge la conferma di come Cosa Nostra stia cambiando per tentare di adattarsi a questa nuova epoca storica. In particolare, si rafforza la sua inclinazione affaristica, senza però rinnegare completamente la storica vocazione violenta, fondata su intimidazioni e su un controllo ferreo del territorio.