Corsa al vaccino, conto alla rovescia verso il V-day. Il 27 dicembre saranno consegnate le prime 9.750 dosi della Pfizer

Giorgio Palù
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Dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e il via libera dall’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) all’immissione in commercio del vaccino anti-Covid Pfizer-BioNtech, potrebbero arrivare entro Natale le scorte che sono destinate al nostro Paese. I tir dell’azienda farmaceutica con le 9.750 dosi sono in partenza dal Belgio per raggiungere i confini italiani ed essere scortati dalle forze dell’ordine fino a Roma. Le dosi saranno poi distribuite il 26 dicembre ai siti principali in vista del V-Day di domenica 27: la mega-campagna di vaccinazione in tutte le regioni e in contemporanea nei 26 paesi Ue.

La prima vaccinata in Italia si chiama Claudia Alivernini, ha 29 anni ed è un’infermiera: lavora presso il reparto malattie infettive dello Spallanzani, principale hub del vaccino Pfizer-BioNTech, ma in questi mesi di emergenza ha anche curato al loro domicilio molti anziani. Insieme a lei riceveranno la prima somministrazione un operatore socio sanitario, una ricercatrice e due medici. La campagna vaccinale prevede 202 milioni di dosi all’Italia (450 mila già dal 28 dicembre, ha assicurato la Pfizer), distribuite su un arco temporale di 21 mesi: a febbraio il vaccino sarà somministrato ai più fragili e agli anziani. L’Aifa fa sapere che “il margine di sicurezza è elevatissimo, il 95%”.

Per quanto riguarda invece l’immunità di gregge, a indicare le percentuali è lo stesso presidente Aifa Giorgio Palù (nella foto), ieri in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile del Veneto su invito del presidente Luca Zaia: “Una volta effettuato il vaccino non sarà necessario prendere particolari precauzioni, ma dovrà continuare a usare la mascherina almeno finché non si arriverà all’immunità di gregge che – spiega – con un virus come questo si dovrebbe avere con una copertura vaccinale del 60-65%”.

Palù aggiunge inoltre che “Siamo nella fase peggiore, come tutti i virus respiratori l’inverno è più critico, dobbiamo aspettarci che il virus tornerà e diventerà come l’influenza” e anticipa che al momento “l’unico farmaco efficace è il Remdemsivir, ma solo se viene somministrato nei primi tre/quattro giorni dalla comparsa dei sintomi, ma in futuro ne arriveranno altri”. Per quanto riguarda il vaccino “non sappiamo quanto durerà la copertura e quindi se sarà necessario ripeterlo… Lo scopriremo sul campo, in itinere, con analisi e monitoraggio”, conclude.