Cremona, in coma l’uomo preso a sprangate negli scontri tra autonomi e CasaPound. Si tratta di un militante del centro sociale antagonista Dordoni

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Calcio, politica e botte da orbi. Parole che dipingono lo scenario guerrigliero andato in scena ieri a Cremona nel centro sociale Dordoni dopo il derby di calcio fra Cremonese e Mantova. A cadere sul “campo di battaglia” nel raid che, secondo alcuni testimoni, sarebbe riconducibile a “militanti di Casapound di Cremona, Parma e Brescia”, è stato un uomo di 49 anni; ora in coma per aver riportato gravi lesioni alla testa.

LA VICENDA
“Una cinquantina di persone – ha riferito un testimone del centro sociale Dordoni – si sono staccate dal gruppo di tifosi e hanno assaltato il centro sociale. Venivano da fuori, dalle città vicine. Quelli che abbiamo riconosciuto venivano da Parma e da Brescia ed erano di Casapound. Una versione confermata dalla Questura di Cremona, secondo cui la partita di calcio nulla ha a che fare con l’aggressione, che sarebbe riconducibile all’estrema destra: “Non è una violenza legata a questioni calcistiche ma a una contrapposizione politica tra centri sociali e gruppi di estrema destra – ha spiegato un funzionario – Non sappiamo ancora perché è successo, sappiamo solo che una formazione si è spostata dalla zona dello stadio per dirigersi verso il centro sociale dove è avvenuto lo scontro”. Secondo la ricostruzione dei testimoni, le persone che erano dentro al centro sociale Dordoni in quel momento (circa otto) “hanno tentato e sono riusciti a respingere l’attacco, solo che nell’agguato un compagno è finito in coma ed ora è in pericolo di vita. Aveva la testa completamente aperta”. Le informazioni ufficiali sullo stato di salute del ferito, fornite dal 118, riferiscono di una persona colpita “ripetutamente con spranghe e calci, prevalentemente al volto e al capo. All’arrivo dell’automedica il paziente era incosciente e il medico ha proceduto all’intubazione”.

I CHIARIMENTI
Sugli scontri è intervenuto Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza della Segreteria nazionale del Partito democratico: “La natura violenta dei comportamenti che vedono protagonisti gli squadristi di Casapound, conferma quanto sia inaccettabile l’alleanza politica tra la Lega di Salvini e questo ben noto movimento neofascista”. Il dirigente dem ha poi chiesto ad Alfano di fare chiarezza: “Abbiamo presentato un’interrogazione con la quale chiediamo al ministro dell’ Interno la ricostruzione dei fatti e l’ennesima verifica dell’attività svolta da Casapound che di nuovo si trova coinvolta in gravissimi fatti di violenza di stampo squadrista”. L’interessamento di Alfano è stato anche invocato da Sel: “Un uomo di 49 anni – ha detto il coordinatore di Sel, Nicola Fratoianni – è ridotto in fin di vita, mentre, secondo quanto si apprende da ricostruzioni giornalistiche, le forze dell’ordine sono intervenute caricando gli esponenti del centro sociale che avevano provato a fermare i neofascisti di Casapound per facilitarne il riconoscimento. Il governo – conclude – faccia chiarezza.”

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

A volte guarda che strane le coincidenze! Il direttore del Dis (il coordinamento dei Servizi segreti) Gennaro Vecchione informa il Copasir, cioè il Parlamento, che lo 007 Marco Mancini ha incontrato Matteo Renzi nell’autogrill di Fiano Romano senza informare i superiori, e 48 ore dopo

Continua »
TV E MEDIA