Da destra attacchi pretestuosi. Svelare nomi noti dà fastidio. Parla il deputato M5S Invidia: “L’Inps non è il Kgb della previdenza.Ricevere il bonus è legale, ma c’è una questione morale”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Onorevole Niccolò Invidia (M5S), lei ha espressamente chiesto i nomi dei deputati che hanno fatto domanda per il bonus Iva. Eppure il presidente Tridico ha confermato i tre già noti (che lo hanno incassato) ma non ha rivelato quello degli altri due (a cui è stato negato). È sorpreso, considerando che il Garante ha già dato il via libera alla loro pubblicazione?
No anzi, è una piccola conferma che il Presidente agisce con grande professionalità e scrupolo. La mia domanda cercava risposte sui rappresentanti delle regioni percettori del bonus. In generale era importante mostrare che come gruppo politico non temiamo, anzi incoraggiamo, la chiarezza.

Il presidente dell’Inps tuttavia ha chiarito il vasto lavoro condotto dalla task force antifrode non solo sui cinque deputati ma su 40mila posizioni. Eppure c’è chi dall’opposizione continua a chiedere le sue dimissioni. Lei cosa ne pensa?
Le opposizioni fanno il loro lavoro, e in queste posizioni c’è sempre un certo scarto tra la realtà dei fatti e la narrazione politica. Oggi eravamo riuniti per parlare del bonus: li ho invece sentiti snocciolare ancora i soliti attacchi pretestuosi sul reddito di cittadinanza. Ho sentito parlare dell’Inps come se si trattasse di un ente politico al servizio del Movimento. Niente di più falso, l’Inps non è il Kgb della previdenza.

Non è la prima volta che l’Inps finisce nel mirino delle opposizioni. Pochi mesi fa l’accusa era la lentezza nell’erogazione del bonus e della cassa integrazione. Solo attacchi strumentali alla “persona Tridico”?
Non bisogna negare che possono esserci state delle difficoltà. Ma sono anche fisiologiche considerando che i dati di agosto parlano di oltre 13 milioni di cittadini pagati tra cassa, bonus, rem, etc. Lo sforzo fatto dalla dirigenza e da tutti i lavoratori dell’Inps è immenso e merita solo rispetto. Ho sempre faticato a capire chi critica un’altra persona mentre questa fa uno sforzo straordinario. Come poi ha avuto modo di dire Tridico, l’azione durante il lockdown seguiva la filosofia ‘prima pagare e poi controllare’ ed è esattamente quello che sta facendo la Direzione antifrode: la cosa adesso però dà fastidio perché dal controllo incrociato vengono fuori dei nomi noti.

Tornando ai furbetti del bonus, Vito Crimi è stato chiaro sulla richiesta della sanzione più severa per l’onorevole Rizzone. Si profila, dunque, l’espulsione. Ritiene sia giusto?
Su questo c’è un ragionamento che spetta all’organo dei probiviri. Il gruppo quindi si rimette alla loro decisione e alla loro sensibilità politica per la sanzione da comminare.

Ci sono tra i vari beneficiari anche degli amministratori. Penso al sindaco di Campobasso. Lui come altri ha detto di averli dati in beneficenza. Basta questo per giustificare tale comportamento?
Il gesto è legale, ma la moralità della scelta si deve misurare guardando il ruolo ricoperto e l’indennità ricevuta. Non a caso nel mio intervento di oggi avevo chiesto chiarezza relativamente agli eletti in regione, non certamente ai consiglieri comunali di paese che possono aver fatto richiesta.

Crede si debba riservare l’espulsione dal Movimento anche per gli amministratori furbetti oltreché per i deputati?
Credo sarebbe un errore fare di tutta l’erba un fascio. Sono certo che in questa vicenda che si presta al facile giudizio e alla divisione della politica in bianco e nero, il Movimento e i probiviri sapranno cogliere le sfumature e fare le scelte giuste. Siamo per la giustizia, non per il giustizialismo.