Dal caso Pasolini ai tanti delitti e sequestri. Ecco chi è Johnny Lo Zingaro: l’ergastolano non si è presentato al lavoro, si teme l’evasione

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Per la sua storia e le ombre su di questa, è senz’altro uno dei detenuti più noti in Italia. E, forse, ora diventerà uno degli evasi più noti: non si è presentato al lavoro che gli era stato assegnato da quando era in semilibertà. E adesso si teme infatti che Giuseppe Mastini, meglio noto come Johnny lo Zingaro, sia evaso. Stamattina , l’ergastolano 57enne non è mai andato alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, in provincia di Savona, dove lavorava da quando aveva acquisito il regime di semilibertà. E adesso le forze dell’ordine hanno iniziato a cercarlo, nonostante il reato di evasione scatti formalmente solo in serata.

Mastini,  infatti, non è certamente un criminale comune. Tutt’altro: figlio di giostrai sinti che nel 1970 si stabilirono a Roma, arrestato per una lista infinita di reati commessi già da adolescente, è finito addirittura dentro all’ultima inchiesta sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini, archiviata solo nel 2015 dalla procura capitolina.

Il primo delitto dello Zingaro avvenne nel 1975 quando uccise un  tranviere. Dal penitenziario evase due volte: prima da quello di Casal del Marmo, poi da quello dell’isola di Pianosa. Nell’estate del 1983 fu arrestato di nuovo, dopo una sparatoria con la polizia. Quattro anni più tardi ottenne una licenza premio per buona condotta. Fu proprio durante questa licenza, nel febbraio 1987, che Mastini fu protagonista di sanguinose scorribande che si conclusero con la cattura anche della sua compagna, Zaira Pochetti, morta qualche anno dopo dopo una lunga malattia.

La fama dell’ergastolano, al quale sono dedicati persino un film e una canzone, è dovuta però soprattutto al suo coinvolgimento nel caso Pasolini.  Secondo più di una pista investigativa Pino Pelosi, fino ad oggi il solo condannato per la morte del poeta, non era l’unica persona presente all’Idroscalo di Ostia quella notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975. “C’erano i due fratelli Giuseppe e Franco Borsellino, e un altro che non conosco”, ha detto Pelosi, davanti ai giudici. Chi era il terzo uomo citato da Pelosi? Lui non si è mai sbilanciato ma i sospetti degli inquirenti si sono concentrati sullo Zingaro, il quale ha sempre smentito ogni accusa, ammettendo solo di aver conosciuto Pelosi durante la detenzione nel carcere minorile di Casal del Marmo.