Dal cucchiaio spaccone di Pellè alle lacrime di Buffon: le cinque cose che ricorderemo a lungo di questa Italia-Germania

di Stefano Iannaccone
Sport

Italia-Germania non è mai una partita qualsiasi. Anche se, per la prima volta, sono i tedeschi a eliminare gli azzurri da una grande competizione. E i quarti di finale di Euro 2016 hanno consegnato agli spettatori una girandola di emozioni, nonostante una partita molto equilibrata e per lunghi tratti bloccata. Così, dopo aver iniziato l’assimilazione della sconfitta (ma la digestione completa probabilmente avverrà tra molti anni), ci sono alcune cose che resteranno nella memoria di tutti noi. E proviamo a raccontarle.

Le lacrime di Buffon. Un mito. Un fenomeno. Un simbolo. In pratica Gigi Buffon. Il capitano della Nazionale non ha nascosto, in diretta tv, le sue lacrime: prima dopo la realizzazione decisiva di Hector, e poi durante l’intervista ai microfoni della Rai. Lui, Gigi, non ha davvero nulla da rimproverarsi. Anzi è stato un suo intervento su Mario Gomez (quando il risultato era sull’1-0) a tenere in partita la nazionale. E se è vero che i miracoli esistono, è pur vero che a un certo punto si fermano. Così le lacrime di Buffon entreranno, seppure con amarezza, nella storia. Come quelle di Baresi a Usa ’94.

La spacconata sul cucchiaio di Pellè. Ci sono eventi quasi impossibili da spiegare, come i cerchi nel grano per chi è appassionato di extraterrestri. E per i tifosi italiani, dopo Italia-Germania di ieri c’è un nuovo fenomeno inspiegabile: la spacconata di Graziano Pellè che minaccia Manuel Neuer – sì proprio lui il secondo portiere più forte in attività – di fare il “cucchiaio”. Solo che il gigante azzurro ha trascurato un particolare tutt’altro che trascurabile: non è Francesco Totti e ha un piedone sgraziato che non gli consente voli pindarici nelle giocate. Dal cucchiaio siamo finiti alla zappa. La conclusione è finita fuori e se avesse trovato lo specchio della porta Neuer l’avrebbe palleggiata. Peccato: il gol di Pellè avrebbe in pratica consegnato mezza qualificazione agli azzurri. Non proprio una roba di second’ordine.

L’ingresso e la rincorsa di Zaza. Minuto 120 di Italia-Germania. Antonio Conte ha un’altra sostituzione che vuole sfruttare in ottica rigori: dentro Zaza e fuori Chiellini. L’attaccante della Juventus mette piede in campo e l’arbitro Kassai fischia la fine della partita. Così Zaza – faccia tesa come chi attende la sentenza all’ergastolo – si avvicina al dischetto. E avvia una rincorsa che avrebbe mandato in delirio la Gialappa’s. Il tiro ha mandato all’inferno gli italiani. Finendo proprio nella curva dei tifosi italiani. Fantozzi non avrebbe fatto di meglio/peggio.

L’ultima di Conte. Due anni appena è durato il ciclo di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale. Poi ha preferito l’esperienza inglese con il Chelsea. Italia-Germania è stata la sua ultima partita. Peccato, perché da personaggio molto antipatico (praticamente a tutti quelli che non sono juventini) – e diciamolo odiato da molti – era riuscito a conquistare non diciamo l’affetto, ma almeno la stima degli italiani.

La sofferenza. Sempre. Dopo diciotto rigori l’Italia è stata eliminata dalla Germania. Ecco di questa partita una cosa porteranno sempre nel cuore i tifosi azzurri: la sofferenza. Interminabile e infinita. Per giunta con una coda amara.