Dal sindaco un’altra sfida al suo partito

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di Gaetano Pedullà

Faccia a faccia. Uno ha caratterizzato la politica italiana degli ultimi vent’anni. L’altro punta a prendersi i prossimi venti. Berlusconi e Renzi si vedranno oggi al Nazzareno per accordarsi sulla legge elettorale. Da destra a sinistra molti gridano allo scandalo, e nello stesso corpaccione del Pd, nella parte che non ha mai digerito il nuovo segretario, c’è chi minaccia: se c’è l’intesa addio al governo. Anche questo giornale, prima che i due leader decidessero di sfidare le resistenze interne, aveva bollato come inciucio il lavoro sotterraneo per costruire la nuova legge. Ma una politica sana deve assumersi le sue responsabilità e farlo alla luce del sole. Perciò non convinceva quel dialogo nascosto. Questo pomeriggio invece il Sindaco e il Cavaliere ci metteranno la faccia. E con l’accordo metteranno all’angolo tutti i loro nemici interni. I transfughi del Nuovo Centrodestra sono avvisati quanto le componenti bersaniane e di minoranza del Pd. Una volta fatta la legge ogni momento sarà buono per staccare la spina a Palazzo Chigi e qualunque modello dovesse prevalere, per chi sta fuori dall’orbita dei due leader la strada delle urne sarà tutt’altro che in discesa. Anche per questo l’intesa non è garanzia di immediato ritorno al voto. Letta venderà cara la pelle, seppure con un governo avviato alla scadenza, e resta da vedere cosa farà Napolitano. Nonostante il ministro De Girolamo ieri sia stata abbandonata, restando plasticamente in solitudine nell’aula della Camera dove cercava di difendersi dalle accuse di ingerenza negli appalti di una Asl, difficilmente Letta riuscirà ad allungarsi la vita con un rimpasto dell’esecutivo. Così come difficilmente Renzi potrebbe accettare l’incarico di formare in questa legislatura un suo governo. Dunque la legge elettorale e subito dopo il voto sono la soluzione migliore per uscire dall’immobilismo dell’ultimo anno. E se il Pd che contesta Renzi davvero darà al premier la spallata, farà un favore al sindaco e in fin dei conti a tutto il Paese.

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di Gaetano Pedullà

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