Dalla Protezione civile bollettini inutili. La Fase 2 può partire. Parla il virologo Giulio Tarro: “In Tv c’è chi spara numeri a caso”

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“La Fase 2? Secondo me potrebbe partire già oggi. Ma è fondamentale che gli anziani e le persone con patologie vengano tutelate e restino isolati. Per gli altri, invece, si potrebbe già cominciare ad allentare le misure restrittive”. Non ha dubbi il professor Giulio Tarro, virologo di fama internazionale e in passato candidato anche al premio Nobel che, dal suo studio di Napoli, commenta quanto sta accadendo in questi giorni. “Ma è bene che – continua il professore – tutti abbiano chiaro che a lungo mascherine e guanti diventeranno fondamentali”.

Almeno finché non ci sarà un vaccino?
Diciamo di sì. Anche se, con una battuta un po’ amara, mi verrebbe da dire che allora non avremo mai più una vita normale.

In che senso?
Nel senso che sia per la Sars che per la Mers non è stato trovato un vaccino. Al di là di questo, però, tutti ci auguriamo che venga trovato il prima possibile. Ora siamo in pandemia e questo permette di accorciare i tempi sulle sperimentazioni. Ma se non saranno 18-24 mesi, saranno comunque 12 mesi o poco meno, sperando sempre che sia valido sia per il ceppo cinese che per quello padano…

Già, perché nel frattempo il virus può anche modificarsi, giusto?
Esattamente. Anzi: pare dai primi studi che già abbia subito modifiche. Ecco perché torno a ripetere che mascherine e guanti saranno nostri grandi alleati. E speriamo lo sia anche il caldo con l’arrivo dell’estate: non ne siamo ancora certi che incida, ma è un fatto che in Africa il virus non ha attecchito come nel resto del mondo.

Intanto assistiamo giorno dopo giorno ai bollettini della Protezione civile, che danno numeri sempre più ottimistici. Che ne pensa?
Siamo, come si dice in gergo, su un plateau. Ora comincerà la fase discendente.

Non a caso si è già cominciato a parlare di Fase 2. Secondo lei quando dovrebbe partire?
Mah, secondo me già domani. Le condizioni ci sono già, ma a patto che si tutelino anziani e persone con le patologie. Bisogna inevitabilmente cercare di avere un equilibrio tra salute ed economia. E con le dovute accortezze ora si potrebbero allentare le norme restrittive.

Difficile, però, allentare visti i dati del bollettino che comunque restano drammatici.
Ecco, ha toccato un punto fondamentale. Ogni giorno ci troviamo di fronte a un bollettino di guerra. Il problema è che i numeri non sono attendibili poiché i tamponi non sono stati fatti a tutti. Di fatto non conosciamo il numero preciso dei contagiati. E così ci ritroviamo di fronte a un tasso di mortalità altissimo. Se andiamo a vedere alcuni studi inglesi, però, scopriamo che i contagiati sarebbero molti di più: uno studio dell’Università di Oxford ritiene siano addirittura il 60-64% dell’intera popolazione; l’Imperial College ne ha stimati 6 milioni. Se prendiamo per buone queste stime, il tasso di decessi si abbassa enormemente.

Crede che questi dati creino confusione?
Non solo. Confusione ma anche panico immotivato. Mi viene da chiedere: cui prodest? Senza dimenticare che l’allarme è fonte di stress e lo stress, paradossalmente, determina un calo delle difese immunologiche.

Però anche in Tv gli esperti intervistati sono concordi nel ritenere…
È inevitabile, d’altronde, se diamo la parola a virologi molto gettonati che il 2 febbraio scorso ci dissero che non ci sarebbe stato un solo caso in Italia di contagio. Abbiamo poi visto cos’è successo.

Ogni riferimento è puramente casuale.
Certamente.

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di Gaetano Pedullà

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