Le Lettere

Don Abbondio in tailleur

Va bene criticare Meloni, però è l’unica in Europa che sia andata nei Paesi del Golfo a cercare di avere il petrolio. Le va reso onore, o no?
Emma Quaglieri
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Gentile lettrice, le rispondo subito di no. Avrei reso onore a Meloni se fosse andata in Iran. Invece è andata nei posti sbagliati: un assurdo viaggio in Arabia Saudita, Emirati e Qatar, che sono più disperati di noi, in quanto a noi manca il petrolio, loro annegano nel petrolio ma non riescono a venderlo perché l’Iran fino a ieri gli affondava le navi. Che gran successo piangere in due! Il detto che mal comune è mezzo gaudio qui non si applica. Gli altri europei non sono andati dagli sceicchi perché sapevano che era inutile, sennò si sarebbero fiondati. Invece il Giappone, pur essendo quasi privo di sovranità, succube com’è degli Usa, ha avuto la statura di parlare vis-à-vis con l’Iran e ha ottenuto il permesso di transito nello Stretto di Hormuz per le sue navi. Anche la Spagna ha preso le distanze dalle follie american-sioniste e le sue navi passavano. Meloni zero. Sarebbe bastata una frase di condanna dell’attacco all’Iran, come ha fatto Sànchez, ma il nostro don Abbondio in tailleur non ha avuto il coraggio di spiacere a Trump. E cos’ha ottenuto? Niente di niente. Solo una passerella per far credere che lei “si muove”. Fumo negli occhi, zero sostanza. Mentre l’Italia si avviava a una crisi energetica senza precedenti, lei si occupava di organizzare un ridicolo teatrino per aggiustare, con l’aiuto dei soliti giornali e televisioni compiacenti, la sua credibilità fortemente ammaccata dalla batosta nel referendum. E dovremmo renderle onore?