Dopo dieci anni nessun colpevole per la morte di Giuseppe Uva. Assolti anche in appello i militari accusati dell’omicidio

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Tutti assolti gli imputati per la  morte di Giuseppe Uva. La corte d’assise d’appello di  Milano ha assolto i due carabinieri e i sei poliziotti imputati per la morte dell’uomo, avvenuta poco più di dieci anni  fa, a Varese. I giudici hanno in sostanza confermato il verdetto  di primo grado. Le accuse erano di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona. Per i militari erano state chieste pene fino a 13 anni. Subito dopo la lettura della sentenza, Lucia Uva, sorella di Giuseppe si è avvicinata al Pg Massimo Gavallo e gli ha stretto la mano ringraziandolo. “Per la prima volta, abbiamo avuto un Pg dalla nostra parte”. Nei  precedenti grado di giudizio, i rappresentanti dell’accusa avevano sempre chiesta l’assoluzione degli imputati. Poi, la donna in segno di sfida ha voluto stringere la mano anche all’agente di Polizia Pierfrancesco Colucci, raggiunto subito dopo la lettura della sentenza.  Con lei
anche un altro fratello dell’operaio, Nicola. Dopo il verdetto, nell’aula della Corte d’assise d’appello di Milano ci sono stati altri momenti di forte tensione.  “Dieci anni che infangano il nome dello zio. Vi auguro che non succeda ai vostri figli quello che è successo a Giuseppe. Dite ai vostri figli che hanno dei genitori cattivi”. Una frase che ha provocato la reazione dell’avvocato Piero Porciani. La vicenda processuale, probabilmente, non si concluderà oggi ma vedrà anche un terzo grado di giudizio vista l’enorme distanza fra le tesi di accusa e difesa. Una differenza che ha caratterizzato l’intera vicenda. I dubbi e le contrapposizioni hanno riguardato ogni aspetto del caso: le modalità dell’arresto, l’attendibilità del testimone principale, fino alle stesse cause della morte.