Dopo i cassonetti a fuoco pure i parchi. Cresce la tensione nella Capitale. Devastata da un incendio la Pineta Sacchetti. Il consigliere M5S Diaco: “Dietro i roghi c’è un disegno che mira ad attaccare la città su ogni fronte”

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca Roma

Prima i roghi dei cassonetti, ora quelli nelle aree verdi di Roma. Sembra non esserci pace per la Capitale che dalla fine del lockdown è costretta a fare i conti con il ritorno di vandali e piromani. Tra gli ultimi episodi c’è quello scoppiato nella sera tra domenica e lunedì quando, a causa di un enorme rogo, è stata devastata un’ampia porzione della riserva naturale Parco del Pineto, tra via Damiano Chiesa e via Pantaleone Rapino in zona Pineta Sacchetti. Le fiamme sono divampate dopo le 18 quando dall’area verde si è innalzata una colonna di fumo nero, visibile da diversi chilometri di distanza.

Sfortunatamente e per uno strano scherzo del destino, proprio in quel momento sulla zona soffiava un vento leggero ma costante che ha immediatamente alimentato il fronte del fuoco che, nel volgere di pochi ma interminabili minuti, è arrivato a lambire alcune abitazioni. Così sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Roma Prati e anche un elicottero per riuscire a domare le fiamme. Curiosamente poche ore dopo, un altro incendio è divampato a Roma. Questa volta ad andare in fumo è stata una discarica abusiva all’interno del campo nomadi in via La Comunella, nella zona di Castel Romano, dove plastica, mobili, materassi e rifiuti di ogni genere sono stati dati alle fiamme in barba alle ben più elementari norme ambientali.

Pratiche, queste, che periodicamente si ripetono nel quartiere e contro cui ha più volte tuonato l’amministrazione capitolina. Come se non bastasse, ieri sono stati distrutti anche altri cassonetti. Un fenomeno letteralmente fuori controllo tanto che, in zona Cinecittà, è stato denunciato un uomo accusato di aver appiccato il fuoco a sei raccoglitori di immondizia in appena 20 minuti. Si tratta di un romano di 57 anni, residente ad Anzio, con precedenti specifici e già arrestato anni fa per episodi simili. Insomma un vero e proprio piromane su cui, in queste ore, si stanno concentrando le attenzioni dei pm per stabilire se sia coinvolto in altri incendi di cassonetti avvenuti di recente.

ATTI DELIBERATI. Comunque la si voglia vedere, l’unica certezza è che la Capitale è assediata dai roghi dolosi. “Fuoco alle porte dei romani. Sembra un’esagerazione, ma basta guardare i video dell’incendio che ha colpito la preziosa area verde di Pineta Sacchetti per rendersi conto di quanto le fiamme siano arrivate vicino alle case”, ha scritto su Facebook Daniele Diaco (nella foto), portavoce all’Assemblea Capitolina di M5S e presidente Commissione IV Ambiente di Roma Capitale. Secondo lui “se complice del rogo è stato certamente il vento forte, ancora una volta dietro la distruzione si intravede la mano dell’uomo: l’ipotesi dolosa, infatti, è molto forte, visti anche i numerosissimi casi di cassonetti bruciati di cui ci ritroviamo a parlare quotidianamente”. Una serie di episodi simili per i quali, scrive Diaco: “Appare evidente un disegno incendiario che mira ad attaccare la città su ogni fronte, ogni giorno. Non c’è riguardo per l’ecosistema e la biodiversità, né timore per la vita dei propri concittadini”.