La corsa alle marchette elettorale è partita. Prima il taglio del bollo auto, già promesso per la maggioranza delle auto e dei motocicli per il 2027. Poi lo sdoppiamento della carta Dedicata a te, con le due ricariche che arriveranno a stretta distanza, guarda caso prima del voto delle Politiche. E ora anche una nuova proposta, che torna di moda a ogni campagna elettorale: il taglio del canone Rai.
Prima delle scorse elezioni politiche, ne aveva fatto un cavallo di battaglia Matteo Salvini. Stavolta, che il centrodestra è già al governo, la proposta viene presentata sotto forma di emendamento alla riforma della Rai, in discussione al Senato. Ad avanzarla in questa occasione sono i relatori del provvedimento, entrambi di Forza Italia.
Taglio del canone Rai, l’emendamento di Forza Italia
L’emendamento alla riforma della Rai è stato presentato da Claudio Fazzone e Roberto Rosso e prevede un taglio al canone Rai da compensare attraverso fondi pubblici. Ma le risorse sono da reperire e non vengono indicate le coperture. La riforma del servizio pubblico televisivo è da mesi all’esame della commissione Ambiente del Senato. Nel testo viene previsto, oltre al canone, di finanziare la Rai anche attraverso “altre forme di finanziamento pubblico”. Il voto è atteso domani, ma resta il fatto che sembra una misura solamente simbolica: le risorse andranno trovate altrove, sempre dallo Stato, e quindi sempre attraverso le tasse dei cittadini. Si leva da una parte per prendere dall’altra, provando però a far passare il messaggio che si taglia una imposta molto odiata.
Il testo dell’emendamento prevede che “per garantire l’adeguatezza, la sostenibilità e la prevedibilità delle risorse finanziarie necessarie a coprire il costo di fornitura del servizio, l’eventuale variazione negativa del canone di abbonamento è condizionata al reperimento di altre corrispondenti forme compensative di finanziamento pubblico da riconoscere alla società concessionaria”.
La protesta dei consiglieri d’amministrazione Rai
La proposta viene subito criticata dai tre consiglieri di amministrazione della Rai di minoranza, Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, secondo i quali “riparte l’attacco al canone Rai: sulla scia dell’abolizione del bollo auto, il centrodestra ha presentato un emendamento al testo all’esame del Senato che riapre alla possibilità di una ‘eventuale variazione negativa’ del canone Rai, che pure è di gran lunga il più basso tra quelli dei principali servizi pubblici europei”.
Per i tre consiglieri questa proposta è “incoerente con il Media Freedom Act” e rischia di rendere il finanziamento della Rai “più esposto alla discrezionalità politica e alle esigenze contingenti della finanza pubblica”. Insomma, per Di Majo, Di Pietro e Natale “si continua a volere una Rai al guinzaglio”.