Dopo la svendita del Corriere trema pure la sede del Mattino

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di Maurizio Grosso

Adesso tremano pure al Mattino di Napoli. Dopo la svendita messa in cantiere per la storica sede milanese del Corriere della Sera, destinata per 120 milioni di euro al fondo americano Blackstone, nel capoluogo campano temono che una soluzione simile possa tornare di moda anche per il quotidiano partenopeo, che fa capo al gruppo dell’immobiliarista romano Francesco Gaetano Caltagirone. Del resto a Napoli ricordano bene come, non più di un anno e mezzo fa, l’ipotesi di cessione fosse assolutamente sul piatto. Parliamo, un po’ come nel caso di via Solferino a Milano, di un immobile centrale e prestigioso, ubicato tra via Chiatamone e via Partenope, a due passi dal mare. Il problema, semmai, è quanto possa essere stimato l’immobile, che rientra nella proprietà di Caltagirone attraverso una società diversa da quella che edita Il Mattino.

Il piano
Qualche tempo fa il gruppo di comando aveva coinvolto una società esterna per far stimare l’immobile. Ne erano anche nate proteste di non poco conto da parte dei lavoratori del quotidiano, soprattutto nel momento in cui si sparse la voce di una valore stimato intorno ai 20 milioni di euro. In realtà si sarebbe trattato di una cifra sensibilmente maggiore, ma la questione nel corso del tempo è finita un po’ nel dimenticatoio. Adesso, però, qualche allarme dalle parti del capoluogo campano è tornato a circolare. E contemporaneamente si è tornati a parlare della possibilità di riutilizzare in qualche modo alcune proprietà immobiliari che lo stesso Caltagirone ha nel Centro direzionale di Napoli. In particolare si tratta di una torre di 34 piani in parte utilizzati per ospitare l’Autorità garante per le comunicazioni. All’epoca il tentativo di vendere lo storico immobile del Mattino era stata collegata alla possibilità di trasferire la redazione e alcuni uffici proprio all’interno del Centro direzionale. Poi al quotidiano si è aperto uno stato di crisi che adesso volge al termine e che ha fatto sfumare l’operazione. Il piano, però, a quanto pare non è mai stato cestinato, ma semplicemente riposto in un cassetto, pronto a essere recuperato al momento opportuno. E’ appena il caso di ricordare che Caltagirone acquistò Il Mattino e la sua storica sede sul lungomare nella metà degli anni ’90, acquisendo il pacchetto dalla fondazione Banco di Napoli. L’immobiliarista romano, in particolare, acquisì la Sem, la società che allora pubblicava il quotidiano partenopeo e che precedentemente aveva affidato la sua gestione alla Edime, controllata dallo stesso costruttore.

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