La commissione parlamentare Antimafia ha approvato la relazione di maggioranza sulle vicende relative al dossieraggio di esponenti politici e non solo. La relazione approvata segnala una serie di anomalie emerse e “un sistema preoccupante” in merito al “caso Pasquale Striano”, che ha visto al centro il tenente della Guardia di finanza il quale era in servizio alla Dna. Per le destre la relazione apre “spiragli inquietanti” sul modo in cui è stata gestita la Procura nazionale Antimafia sotto la guida dell’allora procuratore Federico Cafiero De Raho, attuale parlamentare del M5S.
Dossieraggi, anche sull’Antimafia le destre fanno propaganda
Secondo la relazione approvata “un ulteriore profilo di criticità riguarda il modo in cui le procure procedenti hanno affrontato la posizione di Cafiero de Raho” in quanto “l’indagine non ha valutato la gravità intrinseca dei comportamenti del Procuratore nazionale”. Per le opposizioni – Pd-M5S- Avs e Misto – che hanno presentato una relazione unitaria, le destre utilizzano la commissione come un manganello politico per motivare l’inaccettabile attacco rivolto ad un magistrato Antimafia come De Raho, con una “indebita sovrapposizione con l’indagine della magistratura” che “chiama in causa principi fondamentali quali quello della separazione dei poteri” e” della indipendenza del potere giudiziario”.
La protesta delle opposizioni: la Commissione usata come un manganello politico
Sui dossieraggi “le opposizioni si sono trovate unite a consegnare una relazione dove, in modo puntuale e sistematico, viene denunciato il killeraggio della verità nella relazione di maggioranza, presentata dalla presidente Colosimo (Chiara, ndr)”, ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte. “Dovremmo dirci sorpresi nell’aver letto una relazione così faziosa, falsificatrice dei dati reali e di tutte le circostanze acquisite dalla commissione. Ma è una sorpresa relativa. Questa commissione è diventata uno strumento per attaccare l’opposizione. E’ intollerabile, con noi ci sono campioni dell’Antimafia, come De Raho e Scarpinato. Queste presenze sono risultate alla commissione intollerabili”.
La protesta di Cafiero De Raho e Conte
“La relazione” di maggioranza “è inaccettabile dal punto di vista democratico. La commissione Antimafia non può muoversi per costruire un castello di accuse infondate solo per colpire un esponente delle opposizioni in particolare del M5s. Questa maggioranza vuole controllare la magistratura e lo fa anche con la valutazione degli atti già compiuti”, ha detto De Raho.
“Anche io sono stato oggetto di accessi abusivi, pressoché tutto il mio nucleo famigliare è stato oggetto anch’esso di accesso abusivo. Ricostruire questa verità” dei dossieraggi “a senso unico non corrisponde alla realtà. Soprattutto non corrisponde alla realtà dei fatti che ci sia una responsabilità di sistema da parte di chi è stato Procuratore nazionale Antimafia all’epoca di parte dei fatti”, ha insistito Conte.
“E’ stato grave aver scoperto che” la presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo (FdI), “abbia taciuto relazioni familiari, che avesse uno zio condannato in giudicato per i rapporti fiduciari che aveva con una cosca della ‘ndrangheta, un palese conflitto di interessi che abbiamo saputo dai giornali. E’ gravissimo che non lo abbia denunciato. Le colpe delle zie non ricadono sui nipoti, ma se i nipoti aspirano all’incarico di presidente dell’antimafia il legame andava dichiarato”, ha detto ancora l’ex premier.